{"id":347,"date":"2026-03-21T14:15:47","date_gmt":"2026-03-21T13:15:47","guid":{"rendered":"https:\/\/www.transiti.it\/?post_type=rubrica&#038;p=347"},"modified":"2026-03-21T19:07:19","modified_gmt":"2026-03-21T18:07:19","slug":"non-si-sa-come-lenigma-dellio-sul-palcoscenico","status":"publish","type":"rubrica","link":"https:\/\/www.transiti.it\/en\/il-rovescio-e-il-diritto\/non-si-sa-come-lenigma-dellio-sul-palcoscenico\/","title":{"rendered":"\u00abNon si sa come\u00bb: l\u2019enigma dell\u2019Io sul palcoscenico"},"content":{"rendered":"<p>Nel cuore dell\u2019agire umano, dove la ragione pretende di governare ogni impulso, si apre talvolta una frattura improvvisa. Un cedimento oscuro \u2013 un gesto compiuto \u00abnon si sa come\u00bb \u2013 trascina l\u2019individuo in una vertigine morale da cui non \u00e8 pi\u00f9 possibile tornare indietro. L\u2019Io si scinde: spettatore sgomento e giudice implacabile di s\u00e9 stesso. Memoria e oblio si affrontano come forze antagoniste, il rimorso diventa eco persistente, la coscienza, un\u2019arena di lacerazioni.<br \/>\nIn questa spirale precipita il conte Romeo Daddi, protagonista di una delle opere teatrali pi\u00f9 criptiche e meno note di Luigi Pirandello: tre atti scritti nel 1934, pensati per Alessandro Moissi, attore austriaco molto noto in quegli anni, e scomparso prima di poterlo interpretare. Non si sa come \u00e8 la tragedia di un uomo apparentemente irreprensibile il quale, senza una reale motivazione, tradisce la devota moglie Bice e l\u2019amico fraterno Giorgio Vanzi. Un gesto, almeno in apparenza, inspiegabile, che genera un cortocircuito di ricordi e riflessioni deliranti. Fatalit\u00e0 e colpa, responsabilit\u00e0 e rimozione si scontrano e liberano un ricordo sepolto: un delitto compiuto \u2018per caso\u2019 in giovent\u00f9. La confessione \u2013 tentativo estremo di espiazione \u2013 appare allora non come scelta, ma come esito fatale di un destino ineluttabile. Tuttavia se una azione nasce \u201cnon si sa come\u201d, da una zona oscura dell\u2019essere, fino a che punto possiamo dirci colpevoli?<br \/>\nLa compagnia Diaghilev di Paolo Panaro torna dopo la Giornata di un uomo senza volto, a confrontarsi con la drammaturgia pirandelliana in un allestimento che ha ottenuto il favore del pubblico, come testimoniano le quarantaquattro repliche al teatro della Vallisa di Bari. L\u2019artista barese trasforma il palcoscenico in uno spazio mentale, un \u2018altroquando\u2019, dove il tempo si dilata, quasi sospeso. Panaro, anche attore nel ruolo del marchese Respi, lavora abilmente per sottrazione. Il suo personaggio appare quasi trattenuto nella voce e nei silenzi. Si evita qualsivoglia psicologismo e soprattutto si rifugge dallo spiegare ci\u00f2 che non si pu\u00f2 spiegare. Ne deriva una recitazione asciutta, quasi scarnificata, che mette lo spettatore davanti a una domanda senza risposta.<br \/>\nMarginale il ruolo della musica. Poche battute di canzoni d\u2019epoca \u2013 tra cui Lili Marleen nella celebre interpretazione di Marlene Dietrich \u2013 emergono tra un atto e l\u2019altro come sospensioni malinconiche nel buio delle brevissime pause. Pi\u00f9 insistente, quasi perturbante, il cinguettio degli uccelli che attraversa gran parte del primo atto: talvolta appena percettibile, altre volte fastidioso contrappunto ai dialoghi serrati. Le luci abbaglianti e orientate sui protagonisti come fari implacabili, scolpiscono volti e posture che emergono dal buio circostante, rivelando colpe e rimorsi con intensit\u00e0 diremmo quasi caravaggesca. I costumi di Angela Gassi delineano con precisione psicologica i personaggi. Convince il Romeo Daddi interpretato da Francesco Lamacchia, efficace nel rendere il progressivo sgretolarsi di una coscienza che tenta disperatamente di riprendersi. Caterina Petrarulo dona a Ginevra un fascino ambiguo e inquieto, mentre Antonio Carella disegna con misura il ruolo dell\u2019amico tradito.<br \/>\nL\u2019allestimento restituisce con limpida efficacia la sorprendente modernit\u00e0 del testo pirandelliano. Con precisione quasi chirurgica l\u2019autore scava nelle zone pi\u00f9 oscure della coscienza, rivelando la fragilit\u00e0 costitutiva dell\u2019Io e l\u2019instabilit\u00e0 delle nostre maschere sociali. La regia di Panaro accoglie questa inquietudine e la traduce in una scena sobria ma tesa, capace di far emergere con incisivit\u00e0 i dubbi sulla nostra identit\u00e0 e le nostre scelte.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019opera Non si sa come di Luigi Pirandello, nell\u2019allestimento della compagnia Diaghilev diretta da Paolo Panaro, esplora con intensit\u00e0 la crisi della coscienza di un uomo travolto da un gesto inspiegabile, mettendo in scena la fragilit\u00e0 dell\u2019identit\u00e0 e l\u2019ambiguit\u00e0 della colpa.<\/p>","protected":false},"author":17,"featured_media":348,"template":"","categories":[10],"class_list":["post-347","rubrica","type-rubrica","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","category-societa"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.transiti.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/rubrica\/347","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.transiti.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/rubrica"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.transiti.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/rubrica"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transiti.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/17"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transiti.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/348"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.transiti.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=347"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transiti.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=347"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}