{"id":396,"date":"2026-03-28T11:56:53","date_gmt":"2026-03-28T10:56:53","guid":{"rendered":"https:\/\/www.transiti.it\/?post_type=rubrica&#038;p=396"},"modified":"2026-04-16T09:24:15","modified_gmt":"2026-04-16T07:24:15","slug":"i-comportamenti-sessuali-degli-italiani-note-critiche-a-margine-dellindagine-censis-il-piacere-degli-italiani","status":"publish","type":"rubrica","link":"https:\/\/www.transiti.it\/en\/il-rovescio-e-il-diritto\/i-comportamenti-sessuali-degli-italiani-note-critiche-a-margine-dellindagine-censis-il-piacere-degli-italiani\/","title":{"rendered":"I comportamenti sessuali degli italiani. Note critiche a margine dell\u2019indagine Censis \u201cIl piacere degli italiani\u201d"},"content":{"rendered":"<p>Nel 1948 e poi nel 1953 lo zoologo Alfred Kinsey pubblic\u00f2 due indagini, la prima riguardava il comportamento sessuale dell&#8217;uomo e la seconda quello della donna. Grazie all\u2019acume sociologico dell\u2019autore, furono \u00a0rivelate su larga scala le abitudini sessuali degli americani, mostrando una netta discordanza tra la morale pubblica e le pratiche reali. Da allora in poi, almeno nei paesi occidentali, le ricerche sui comportamenti sessuali sono frequenti e ben documentate. In Italia, meritevolmente, il Censis ne ha svolte una nel 2000 e un\u2019altra, di recente, presentata qualche giorno fa a Roma. La seconda indagine \u00e8 stata realizzata nel 2025 e si riferisce a un campione di italiani, uomini e donne, tra i 18 e i 60 anni. Il Censis l\u2019ha intitolata <em>Il piacere degli italiani <\/em>(1).<\/p>\n<p>In un Paese attraversato da incertezze economiche, disillusione politica e crescente frammentazione sociale, la sessualit\u00e0, secondo l\u2019istituto di ricerca, sembrerebbe rappresentare un ambito ancora vitale, addirittura dinamico: sarebbe un piacere frequente, diffuso, plurale. Una rappresentazione a dir poco enfatica che solleva alcuni interrogativi. Nell\u2019immagine restituita dagli analisti del Censis, c\u2019\u00e8 qualcosa di rassicurante, e forse anche di consolatorio.<\/p>\n<p>Se provassimo a disaggregare i dati della stessa ricerca, poi a ricomporli e a confrontarli con altre <em>surveys <\/em>si delineerebbe un quadro molto meno lineare e talvolta perfino opposto. Il primo elemento da considerare riguarda un aspetto metodologico delle indagini sulla sessualit\u00e0. Da tempo la sociologia segnala il peso della <em>desiderabilit\u00e0 sociale<\/em> quando si parla di sesso: i rispondenti tendono a dichiarare ci\u00f2 che appare normale o desiderabile, pi\u00f9 di ci\u00f2 che effettivamente accade. Per cui, il dato di una maggioranza ampia di italiani che avrebbe rapporti settimanali potrebbe riflettere una narrazione da dichiarare in pubblico pi\u00f9 che una pratica reale.<\/p>\n<p>Consideriamo, allora, i dati del Censis: il 40 per cento degli intervistati (sia uomini che donne) dichiara di non essere per nulla soddisfatto della propria vita sessuale. E quattro italiani su dieci non sono una minoranza trascurabile. Se invece scomponiamo il 60 per cento che si dichiara soddisfatto, notiamo un\u2019incongruenza: i due terzi lo sono all\u2019interno di una relazione stabile e duratura (quanto ha inciso in questo caso l\u2019effetto <em>desiderabilit\u00e0 sociale<\/em>?), mentre i <em>single<\/em> soddisfatti, che avrebbero minori vincoli, sono solo un terzo. Non solo, per coloro che dichiarano di avere un solo rapporto settimanale (sono il 27 per cento), i <em>regolari<\/em> secondo il Censis, come afferma la ginecologa Alessandra Grazzotin nel suo intervento alla presentazione dell\u2019indagine, chi potrebbe definire <em>intensa<\/em> un\u2019attivit\u00e0 che si consuma solo una volta a settimana? E aggiunge testualmente \u201cquell\u2019unica volta \u00e8 come la timbratura del cartellino che si compie per non litigare, magari di sabato\u201d.<\/p>\n<p>Intensa sarebbe un\u2019attivit\u00e0 sessuale compiuta almeno una volta al giorno. Frequenza che invece riguarda soltanto uno sparuto 5 per cento del campione e che si verifica, generalmente, nello stato nascente di una relazione.\u00a0Se sommiamo i <em>regolari<\/em>, i <em>saltuari<\/em>, gli <em>occasionali<\/em> e gli <em>astinenti<\/em> (categorie adottate dal Censis) otteniamo circa il 65 per cento. Sono uomini e donne che hanno una vita sessuale contraddistinta da routine, sporadicit\u00e0 e casualit\u00e0 e rappresentano un\u2019ampia maggioranza.<\/p>\n<p>Anche il numero dei partner avuti nel corso della vita \u00e8 indicativo di una non trascurabile renitenza alla sperimentazione sessuale: solo un italiano su cinque dichiara di averne avuti 6 o pi\u00f9, mentre pi\u00f9 del 20 per cento ne avrebbe avuto solo uno. E veniamo a un altro indicatore fondamentale per la qualit\u00e0 di un rapporto intimo, la durata: solo il 17 per cento lo svolge in un tempo che supera i 30 minuti. Il restante 83 per cento si situa tra i 5 e i 30 minuti. Tantissime attivit\u00e0 che considereremmo futili, di cui non ricordiamo nulla, hanno una maggiore durata.<\/p>\n<p>Dunque lo scenario, riformulando i dati, non appare come il <em>regno del piacere<\/em>, tutt\u2019altro. In definitiva, come mostrano altre ricerche sia internazionali che italiane (2), i rapporti sessuali nel nostro presente, sono meno frequenti del passato, spesso intermittenti, e pi\u00f9 veloci. Una vera e propria <em>recessione sessuale<\/em>: meno incontri, pi\u00f9 discontinuit\u00e0, una crescente distanza tra rappresentazione e pratica.<\/p>\n<p>Un ulteriore elemento critico riguarda il ruolo del digitale. L\u2019espansione delle piattaforme, della pornografia e degli incontri online, produce un\u2019iperstimolazione simbolica che non sempre si traduce in esperienza concreta. Si configura cos\u00ec una sessualit\u00e0 sempre pi\u00f9 rappresentata, narrata, consumata come immaginario \u2014 ma non necessariamente vissuta. In questo scarto tra esposizione e pratica si gioca una delle trasformazioni della vita sessuale pi\u00f9 rilevanti del tempo attuale.<\/p>\n<p>L\u2019indagine del Censis, bench\u00e9 ricca di spunti, si presenta come una narrazione culturale: un racconto che intercetta desideri, aspettative, rappresentazioni condivise. Il <em>piacere degli italiani<\/em> potrebbe essere, almeno in parte, un piacere dichiarato, evocato, perfino auspicato. E forse \u00e8 proprio qui il punto sociologicamente pi\u00f9 interessante. In una societ\u00e0 segnata da incertezza e perdita di riferimenti collettivi, la sessualit\u00e0 viene investita di una funzione compensativa: diventa uno dei pochi ambiti in cui cercare riconoscimento e intensit\u00e0. Ma questa sovra investitura rischia di ampliare la distanza tra ideale e vissuto, tra ci\u00f2 che si dice e ci\u00f2 che si esperisce.<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 12px;\">Note:<\/span><\/p>\n<ol>\n<li><span style=\"font-size: 12px;\">Censis, Il piacere degli italiani. Come cambiano i costumi sessuali. Rapporto finale, marzo 2026 https:\/\/www.censis.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/editato_IL-PIACERE-DEGLI-ITALIANI-RAPPORTO-FINALE-24-MARZO-2026.pdf<\/span><\/li>\n<li><span style=\"font-size: 12px;\">Indagini condotte dall\u2019Istituto Superiore di Sanit\u00e0;\u00a0Rapporti ISTISAN \/ salute sessuale e riproduttiva;\u00a0Indagini Istat;\u00a0Indagini dell\u2019Istituto di Sessuologia Clinica di Roma;\u00a0Indagini europee con dati italiani: HBSC (OMS Europa)<\/span><\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il rapporto del Censis sostiene che la sessualit\u00e0 degli italiani sarebbe un ambito ancora vitale. Il sesso un piacere frequente e diffuso. E&#8217; proprio cos\u00ec? O invece \u00e8 una narrazione culturale in cui la sessualit\u00e0 viene investita di una funzione compensativa, diventando uno dei pochi ambiti in cui cercare riconoscimento e intensit\u00e0? 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