{"id":419,"date":"2026-04-03T19:47:53","date_gmt":"2026-04-03T17:47:53","guid":{"rendered":"https:\/\/www.transiti.it\/?post_type=rubrica&#038;p=419"},"modified":"2026-04-03T19:47:53","modified_gmt":"2026-04-03T17:47:53","slug":"le-storie-che-non-ci-sono-piu","status":"publish","type":"rubrica","link":"https:\/\/www.transiti.it\/en\/il-rovescio-e-il-diritto\/le-storie-che-non-ci-sono-piu\/","title":{"rendered":"Le storie che non ci sono pi\u00f9"},"content":{"rendered":"<p>Stamattina, sotto la doccia, riflettevo sulle parole che il mio amico Uno mi avevo donato la sera prima. L\u2019ampliamento della community \u2013 mi diceva &#8211; \u00e8, oggi, l\u2019unico concreto antidoto che ci salver\u00e0 dalla distruzione del senso di comunit\u00e0. La circolazione digitale delle informazioni e la crescente trasparenza ci salveranno dall\u2019impoverimento dell\u2019animo umano.<br \/>\nMa, intanto, cos\u2019\u00e8 una o la community? La domanda mi sembrava legittima, visto che \u2013 come auspicava il mio amico Uno &#8211; dovremo assistere al suo avvento in virtuosa sostituzione di un senso di comunit\u00e0 sempre pi\u00f9 stretto all\u2019angolo, giacch\u00e9, \u00e8 evidente, che quest\u2019ultimo vive di prossimit\u00e0, di traspirazione, di calore umano, vive, insomma, di fattori che esulano dal vocabolario dell\u2019odierno linguaggio digitale. La risposta pi\u00f9 sensata che mi \u00e8 venuta in mente \u2013 tra una goccia e l\u2019altra \u2013 \u00e8 che la community \u00e8 composta, s\u00ec \u2013 almeno per il momento &#8211; da esseri umani, ma da esseri umani che hanno quale atteggiamento preponderante quello di consumare. Se cos\u00ec \u00e8, la community, allora, \u00e8 la versione mercificata della comunit\u00e0. Il che non significa affatto che la community possa sostituire la comunit\u00e0 in modo, per cos\u00ec dire, indolore. Va bene che siamo tutti consumatori, ma forse siamo anche qualcos\u2019altro. Questo mi \u00e8 venuto da dire. Speravo di avere ragione. Ma ero solo, sotto la doccia.<br \/>\nEcco allora che mi sono poi chiesto: la community \u00e8 in grado di accendere nuovamente quel fuoco attorno al quale per secoli gli esseri umani si sono raccolti per raccontarsi l\u2019un l\u2019altro delle storie? Le storie sono una \u201croba\u201d che parte fredda e diventa calda, talvolta pure bollente. \u201cRoba\u201d che brucia. Ebbene, quel fuoco l\u2019abbiamo sostituito con gli schermi digitali, freddi, che allontanano, isolano \u2013 non aggregano &#8211; e che fanno degli esseri umani dei consumatori. I consumatori sono esseri solitari. Non danno vita ad alcuna comunit\u00e0. A nessuna storia nel vero senso della parola. Perch\u00e9 le storie, cos\u00ec come le conoscevamo prima dell\u2019avvento dell\u2019era digitale, avevano un inizio e una fine, offrivano senso e identit\u00e0, mentre le storie che noi oggi condividiamo sulle piattaforme social spesso sono un cumulo disordinato di informazioni, se non una mera esibizione o promozione di s\u00e9 stessi. Postare e mettere like, sono pratiche consumistiche, e non fanno che intensificare la crisi di un\u2019esperienza narrativa affrancata e a tutto tondo. In pi\u00f9, il sistema economico si \u00e8 letteralmente appropriato della prassi lirica: basta guardare le ultime strategie di marketing, sempre pi\u00f9 centrate sul tentativo di attrarre nuovi clienti tramite un abito narrativo cucito addosso a un determinato prodotto.<br \/>\nQuesto mi dicevo \u2013 ancora sotto la doccia &#8211; e sempre sperando di avere ragione.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La community \u00e8 oggi l\u2019unico concreto antidoto che ci salver\u00e0 dalla distruzione del senso di comunit\u00e0? La circolazione digitale delle informazioni ci salveranno dall\u2019impoverimento dell\u2019animo umano? A chi giova raccontare storie?<\/p>","protected":false},"author":3,"featured_media":420,"template":"","categories":[10],"class_list":["post-419","rubrica","type-rubrica","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","category-societa"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.transiti.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/rubrica\/419","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.transiti.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/rubrica"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.transiti.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/rubrica"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transiti.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transiti.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/420"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.transiti.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=419"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transiti.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=419"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}