{"id":455,"date":"2026-04-11T16:26:44","date_gmt":"2026-04-11T14:26:44","guid":{"rendered":"https:\/\/www.transiti.it\/?post_type=rubrica&#038;p=455"},"modified":"2026-04-11T16:26:44","modified_gmt":"2026-04-11T14:26:44","slug":"uomo-in-rivolta-complessita-e-tribu-digitali","status":"publish","type":"rubrica","link":"https:\/\/www.transiti.it\/en\/il-rovescio-e-il-diritto\/uomo-in-rivolta-complessita-e-tribu-digitali\/","title":{"rendered":"Uomo in rivolta, complessit\u00e0 e trib\u00f9 digitali"},"content":{"rendered":"<p>I social creano gruppi chiusi, dove le opinioni diventano certezze, l\u2019aggressivit\u00e0 verbale cresce e, in definitiva, il mezzo crea identit\u00e0 chiuse. L\u2019indignazione per un\u2019ingiustizia o la difesa di un valore, manifestazioni certo da incoraggiare, si trasforma spesso in odio, intolleranza, giustizia sommaria. Le persone si raggruppano in schieramenti, il confronto, la discussione, saltano: si inizia a difendere la propria posizione e il proprio schieramento. La rivolta diviene identit\u00e0 di gruppo. Quando il conflitto cresce, l\u2019altro non \u00e8 pi\u00f9 un avversario, un competitor, ma un nemico da mettere al bando, talvolta quasi non umano. Sui social questo meccanismo \u00e8 evidente e si traduce in insulti, rancore, delegittimazione totale. Quando perdi il rispetto dell\u2019altro, perdi anche il senso di giustizia. Camus direbbe: manca la misura, manca il limite, mancano dei confini morali. Il fine non pu\u00f2 mai giustificare i mezzi.<\/p>\n<p>La politica amplifica questo meccanismo: i messaggi sono sempre semplici e forti, perch\u00e9 funzionano meglio; sono assertivi, perch\u00e9 il dubbio non paga in termini di consenso; qualsiasi accenno alla complessit\u00e0 viene vissuto come un sintomo di debolezza o, peggio, d\u2019incapacit\u00e0, sia da chi lo emette che da chi lo riceve. Con il risultato che tutto diventa bianco o nero. Il grigio \u2013 forse il vero sale per tentare di comprendere l\u2019enigma della modernit\u00e0 \u2013 si intravede all\u2019orizzonte, ma nessuno sembra avere davvero voglia di raggiungerlo e farne tesoro. Con buona pace di Edgar Morin, che sapeva forse meglio di tutti quanto il mondo sia oggi complesso, fenomeno che, tuttavia, l\u2019odierno dibattito riduce spesso a poco pi\u00f9 di uno slogan.<\/p>\n<p>Morin direbbe che i social semplificano il pensiero, eliminano le sfumature, favoriscono lo scontro (noi vs loro), separano invece di unire, quando invece sarebbe necessario tenere insieme punti di vista differenti, accettare le contraddizioni, evitare risposte facili. Esattamente il contrario di ci\u00f2 che fa la logica algoritmica. Gli algoritmi dei social mostrano contenuti che piacciono, tengono incollati, provocano reazioni diverse (like, rabbia, commenti), cio\u00e8 cercano attenzione immediata, mai \u201cverit\u00e0\u201d o \u201ccomplessit\u00e0\u201d. Una certa situazione o fatto \u00e8 per forza colpa di X o di Y; e ti mostrano ripetutamente ci\u00f2 con cui tu sei gi\u00e0 d\u2019accordo, facendoti entrare in una bolla mediatica tale e quale alla tela del ragno. Dove uscirne \u00e8 tutt\u2019altro che facile, seppure auspicabile, giacch\u00e9 la posta in gioco \u00e8 la progressiva perdita della nostra capacit\u00e0 di compredere ci\u00f2 che ci sta intorno.<\/p>\n<p>Per gli algoritmi dei social la semplificazione \u00e8 necessaria per funzionare al meglio; per il pensiero complesso la semplificazione non funziona affatto, perch\u00e9 per tentare di capire occorre, invece, \u201ccomplicare\u201d.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I social creano identit\u00e0 chiuse all\u2019insegna della semplificazione. Ma la complessit\u00e0 della vita moderna ha bisogno di letture del mondo altrettanto complesse.<\/p>","protected":false},"author":3,"featured_media":456,"template":"","categories":[10],"class_list":["post-455","rubrica","type-rubrica","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","category-societa"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.transiti.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/rubrica\/455","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.transiti.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/rubrica"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.transiti.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/rubrica"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transiti.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transiti.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/456"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.transiti.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=455"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transiti.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=455"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}