{"id":479,"date":"2026-04-16T10:18:21","date_gmt":"2026-04-16T08:18:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.transiti.it\/?post_type=rubrica&#038;p=479"},"modified":"2026-04-16T10:18:21","modified_gmt":"2026-04-16T08:18:21","slug":"non-e-piu-un-mondo-per-vecchi","status":"publish","type":"rubrica","link":"https:\/\/www.transiti.it\/en\/il-rovescio-e-il-diritto\/non-e-piu-un-mondo-per-vecchi\/","title":{"rendered":"Non \u00e8 pi\u00f9 un mondo per vecchi"},"content":{"rendered":"<p>Sabino Cassese nel suo Una volta il futuro era diverso. Lezioni per invertire la rotta (Solferino, 2021), offre nove consigli per le sorti dell\u2019Italia. Tra questi nove, il quinto ha valore universale: \u201cScegliersi un maestro\u201d. \u201cUn maestro che sappia trasmettere un sapere, ma anche un saggio, che trasmetta un senso, una direzione\u201d. Una guida da seguire, una persona, certamente, ma anche, o forse meglio, \u201cuna scuola, cio\u00e8 un insegnante collettivo\u201d. Una scuola di idee, di cui fidarci, capace di dare luce al buio che talvolta, spesso, ci circonda. Afferma ancora Cassese: \u201cUna volta la vicinanza a un maestro e l\u2019appartenenza a una scuola venivano ritenute condizioni indispensabili di formazione (\u2026) Una tradizione che risale a Socrate\u201d. Una tradizione che ha raggiunto il suo culmine nelle botteghe degli artisti rinascimentali.<br \/>\nMa noi uomini post-moderni oramai non sappiamo che farcene della sapienza delle botteghe rinascimentali, immersi come siamo &#8211; grazie all\u2019incessante sviluppo delle tecnologie applicate alla conoscenza &#8211; nell\u2019epoca dell\u2019eterno avvenire senza memoria. O meglio: grazie alla nostra incapacit\u00e0 di prevedere gli esiti della nostra infinita operosit\u00e0, allo scollamento via via crescente tra noi e il mondo che produciamo (Marco Pacini, Fine, aut aut n. 388, 2020, pp. 106-116). Un\u2019epoca, l\u2019attuale, dove i giovani non hanno pi\u00f9 bisogno dei vecchi, dove, anzi, questi sono vissuti come fardelli di cui la societ\u00e0 non sa pi\u00f9 che farsene. Dei vuoti, non a rendere, ma \u2013 letteralmente &#8211; a perdere.<br \/>\nOsserva Massimo Recalcati nel suo scritto \u201cIl discorso del maestro\u201d (aut aut, cit., pp. 50-60): \u201cIl maestro \u00e8 una parola e una figura in via di estinzione. Il suo tramonto coincide con l\u2019imporsi di un linguaggio disossato, informatizzato, senza pi\u00f9 rapporti con la vita, subordinato al feticismo delle cifre\u201d; e ancora: \u201cNel tempo dell\u2019orizzontalizzazione populistica dei saperi, questa parola suscita una sorta di allergia spontanea se non addirittura un dubbio di legittimit\u00e0 nel farne uso\u201d.<br \/>\nInsomma: il mondo non \u00e8 (pi\u00f9) un paese per vecchi. Nel romanzo di McCarthy e nel film omonimo dei fratelli Coen, lo sceriffo Bell osserva il mondo intorno e non lo riconosce pi\u00f9. Davanti a una violenza mai vista, impersonale, incomprensibile, non ha pi\u00f9 strumenti per interpretare n\u00e9 per affrontare la realt\u00e0. Il suo universo di valori crolla; \u00e8 cresciuto con un codice morale chiaro (bene vs male, ordine vs disordine, giustizia vs ingiustizia), ma ora quel codice sembra spazzato via dalla faccia della terra per sempre.<br \/>\nNo, non \u00e8 pi\u00f9 un mondo per vecchi, il nostro. La memoria e l\u2019esperienza non servono pi\u00f9 per orientarsi; gli anziani non sono pi\u00f9 una guida. In una societ\u00e0 che privilegia produttivit\u00e0, velocit\u00e0 e innovazione, per i vecchi non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 posto. Sono diventati un peso inconsistente.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Viviamo in un\u2019epoca dove i giovani non hanno pi\u00f9 bisogno dei vecchi, e dove della figura del maestro \u2013 un tempo centrale &#8211; la societ\u00e0 non sa pi\u00f9 che farsene. <\/p>","protected":false},"author":3,"featured_media":480,"template":"","categories":[10],"class_list":["post-479","rubrica","type-rubrica","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","category-societa"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.transiti.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/rubrica\/479","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.transiti.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/rubrica"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.transiti.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/rubrica"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transiti.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transiti.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/480"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.transiti.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=479"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transiti.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=479"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}