{"id":651,"date":"2026-06-23T20:50:34","date_gmt":"2026-06-23T18:50:34","guid":{"rendered":"https:\/\/www.transiti.it\/?post_type=rubrica&#038;p=651"},"modified":"2026-06-24T07:13:40","modified_gmt":"2026-06-24T05:13:40","slug":"oltre-il-legame-di-sangue-quando-e-perche-si-perde-la-responsabilita-genitoriale","status":"publish","type":"rubrica","link":"https:\/\/www.transiti.it\/en\/il-rovescio-e-il-diritto\/oltre-il-legame-di-sangue-quando-e-perche-si-perde-la-responsabilita-genitoriale\/","title":{"rendered":"Oltre il legame di sangue: quando e perch\u00e9 si perde la responsabilit\u00e0 genitoriale"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: left\">Mettere al mondo un figlio non significa automaticamente diventare genitori. Pu\u00f2 sembrare una frase dura, ma racchiude una verit\u00e0 profonda che la psicologia, prima ancora del diritto, conosce molto bene: la genitorialit\u00e0 non nasce con il parto, ma si costruisce ogni giorno attraverso la cura, la presenza, la protezione e la capacit\u00e0 di rispondere ai bisogni emotivi e materiali di un bambino.<\/p>\n<p>Per molti anni abbiamo parlato di &#8220;potest\u00e0 genitoriale&#8221;, un&#8217;espressione che evocava l&#8217;idea di un potere esercitato sui figli. Oggi si utilizza &#8220;responsabilit\u00e0 genitoriale&#8221;, e non si tratta di una semplice modifica linguistica. \u00c8 un cambiamento culturale importante, perch\u00e9 sposta l&#8217;attenzione dai diritti degli adulti ai bisogni dei minori. Non si \u00e8 genitori perch\u00e9 si genera un figlio, ma perch\u00e9 ci si assume il compito di accompagnarlo nella crescita, di proteggerlo, educarlo e sostenerlo fino a quando sar\u00e0 in grado di camminare autonomamente nel mondo.<\/p>\n<p>La responsabilit\u00e0 genitoriale \u00e8, prima di tutto, una relazione di fiducia. Un bambino cresce bene quando sa che esiste qualcuno capace di contenerne le paure, accogliere le emozioni, garantire sicurezza e stabilit\u00e0. Quando questo patto di cura viene meno, le conseguenze possono essere profonde e lasciare segni che accompagnano la persona per tutta la vita.<\/p>\n<p>Ma cosa accade quando chi dovrebbe proteggere diventa fonte di sofferenza?<\/p>\n<p>\u00c8 in questi casi che interviene la legge. Non per punire il genitore, ma per proteggere il figlio. Questo \u00e8 un aspetto fondamentale da comprendere. Ogni decisione adottata dai tribunali minorili non dovrebbe mai avere come obiettivo la sanzione dell&#8217;adulto, bens\u00ec la tutela del superiore interesse del minore, principio che rappresenta il cuore di ogni intervento giudiziario in materia familiare.<\/p>\n<p>La decadenza dalla responsabilit\u00e0 genitoriale rappresenta una delle misure pi\u00f9 severe previste dal nostro ordinamento. \u00c8 una scelta estrema, a cui si arriva solo quando tutte le valutazioni compiute dagli esperti e dai giudici evidenziano una situazione di grave pregiudizio per il bambino.<\/p>\n<p>Dietro questi provvedimenti troviamo spesso storie dolorose. Storie di violenza fisica o psicologica, di abusi, di umiliazioni ripetute. Ma anche forme di trascuratezza meno visibili e per questo talvolta pi\u00f9 difficili da riconoscere. Esistono infatti bambini che non vengono picchiati ma vengono ignorati, lasciati soli nei loro bisogni affettivi, privati dell&#8217;attenzione necessaria per crescere in modo sano.<\/p>\n<p>L&#8217;abbandono emotivo pu\u00f2 essere devastante quanto una violenza esplicita.<\/p>\n<p>Ci sono genitori che scompaiono dalla vita dei figli, che non contribuiscono al loro mantenimento, che rinunciano a essere un punto di riferimento. Ci sono situazioni in cui vengono negati diritti fondamentali come l&#8217;accesso alle cure mediche o all&#8217;istruzione. E ci sono contesti familiari caratterizzati da dipendenze gravi, comportamenti criminali, violenze domestiche o condizioni di forte degrado che espongono quotidianamente i minori a rischi incompatibili con una crescita equilibrata.<\/p>\n<p>Dal punto di vista psicologico, il bambino che vive in un ambiente disfunzionale sviluppa spesso una percezione alterata della normalit\u00e0. Impara a convivere con la paura, con l&#8217;incertezza, con l&#8217;imprevedibilit\u00e0. E proprio per questo la protezione diventa un dovere collettivo. Quando la famiglia non riesce pi\u00f9 a garantire sicurezza, la societ\u00e0 deve intervenire.<\/p>\n<p>Eppure, anche nei provvedimenti pi\u00f9 dolorosi, il diritto lascia spazio alla speranza.<\/p>\n<p>La storia umana ci insegna che le persone possono cambiare. Possono prendere consapevolezza delle proprie fragilit\u00e0, affrontare percorsi terapeutici, liberarsi da dipendenze, imparare nuove modalit\u00e0 relazionali e assumersi finalmente la responsabilit\u00e0 delle proprie azioni.<\/p>\n<p>Per questo la legge italiana prevede la possibilit\u00e0 di un reintegro della responsabilit\u00e0 genitoriale. Non basta dichiarare di essere cambiati: occorre dimostrarlo attraverso comportamenti concreti e duraturi nel tempo. \u00c8 necessario provare di poter offrire al minore un ambiente stabile, sicuro e rispettoso dei suoi bisogni.<\/p>\n<p>In fondo, il vero obiettivo non \u00e8 mai separare un figlio da un genitore. L&#8217;obiettivo \u00e8 garantire che ogni bambino possa crescere in un luogo in cui sentirsi amato, protetto e riconosciuto.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 la genitorialit\u00e0 autentica non si misura con il DNA, ma con la capacit\u00e0 di esserci. Ogni giorno. Nei momenti facili e in quelli difficili. Nella presenza costante che aiuta un bambino a costruire fiducia nel mondo e in s\u00e9 stesso.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 proprio quando questa presenza viene meno che la legge interviene, ricordandoci una verit\u00e0 tanto semplice quanto fondamentale: il diritto pi\u00f9 importante non \u00e8 quello di essere genitori, ma quello di ogni bambino di crescere al sicuro.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Riceviamo e volentieri pubblichiamo l&#8217;articolo di Barbara Fabbroni, psicoterapeuta<\/p>","protected":false},"author":22,"featured_media":656,"template":"","categories":[10],"class_list":["post-651","rubrica","type-rubrica","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","category-societa"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.transiti.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/rubrica\/651","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.transiti.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/rubrica"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.transiti.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/rubrica"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transiti.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/22"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transiti.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/656"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.transiti.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=651"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.transiti.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=651"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}