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Il ministro e la giovane donna
Cita da Sergio D'angelo su 3 Aprile 2026, 19:40
L’articolo riflette sul rapporto tra potere politico e responsabilità pubblica dopo il nuovo caso che ha coinvolto il ministro degli Interni, Piantedosi, e la giovane donna, Claudia Conte.
Non è una faccenda privata. Ovviamente, è consentito a chiunque di intrattenersi in rapporti intimi con chi voglia o possa, a eccezione di alcuni, pochi, casi. Nella vicenda del ministro degli Interni, Piantedosi, e della giovane donna, Claudia Conte, ne ricorrono almeno due.
Il Ministro è parte di un governo e di un gruppo politico che dichiarano come valore di riferimento la famiglia nella sua forma tradizionale (ma sarebbe corretta definirla nucleare) sbandierandone, nelle occasioni pubbliche, il loro attaccamento. Di più i cosiddetti "decreti sicurezza", di cui il ministro in questione è il massimo ispiratore, colpiscono perfino alcune modalità di disobbedienza sociale che potrebbero contraddire quel valore.
Le dichiarazioni di un ministro sono perlopiù performative, cioè non descrivono un'azione ma la compiono. Questo è il nucleo dell'agire politico, che nulla ha a che vedere con i codici civile e penale.
Inoltre, un rappresentante delle istituzioni, ai massimi livelli, dovrebbe evitare qualsiasi sospetto di favoritismo. Ora, possiamo ritenere, senza che nasca un legittimo sospetto, che Claudia Conte intrattenga una relazione con un uomo, come Piantedosi, solo per un sentimento d'affetto? Senza che lei abbia altre pretese? Ebbene sì, potremmo ritenerlo, ma, e questo è il punto dirimente, per evitare qualsiasi dubbio, il ministro innamorato dovrebbe dimettersi e vivere così la sua storia d'amore, da privato cittadino, felicemente.

L’articolo riflette sul rapporto tra potere politico e responsabilità pubblica dopo il nuovo caso che ha coinvolto il ministro degli Interni, Piantedosi, e la giovane donna, Claudia Conte.
Non è una faccenda privata. Ovviamente, è consentito a chiunque di intrattenersi in rapporti intimi con chi voglia o possa, a eccezione di alcuni, pochi, casi. Nella vicenda del ministro degli Interni, Piantedosi, e della giovane donna, Claudia Conte, ne ricorrono almeno due.
Il Ministro è parte di un governo e di un gruppo politico che dichiarano come valore di riferimento la famiglia nella sua forma tradizionale (ma sarebbe corretta definirla nucleare) sbandierandone, nelle occasioni pubbliche, il loro attaccamento. Di più i cosiddetti "decreti sicurezza", di cui il ministro in questione è il massimo ispiratore, colpiscono perfino alcune modalità di disobbedienza sociale che potrebbero contraddire quel valore.
Le dichiarazioni di un ministro sono perlopiù performative, cioè non descrivono un'azione ma la compiono. Questo è il nucleo dell'agire politico, che nulla ha a che vedere con i codici civile e penale.
Inoltre, un rappresentante delle istituzioni, ai massimi livelli, dovrebbe evitare qualsiasi sospetto di favoritismo. Ora, possiamo ritenere, senza che nasca un legittimo sospetto, che Claudia Conte intrattenga una relazione con un uomo, come Piantedosi, solo per un sentimento d'affetto? Senza che lei abbia altre pretese? Ebbene sì, potremmo ritenerlo, ma, e questo è il punto dirimente, per evitare qualsiasi dubbio, il ministro innamorato dovrebbe dimettersi e vivere così la sua storia d'amore, da privato cittadino, felicemente.