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La bellezza e gli oppressi
Cita da Sergio D'angelo su 3 Marzo 2026, 16:57
Albert Camus aveva ventidue anni (1935) quando scrisse una serie di brevi saggi in forma di racconto, raccolti nel volumetto Il Rovescio e il Diritto, pubblicato in Italia da Bompiani. Titolo che abbiamo voluto dare a questa minuscola rubrica.
Camus sostiene nei suoi scritti che nel mondo c’è la bellezza e ci sono gli oppressi e, dice, “io vorrei essere fedele a entrambi”. Difficile allora, e lo è ancora oggi. Le guerre di oppressione che si combattono ai bordi del nostro declinante Continente, le diseguaglianze estreme che crescono dopo l’ingenua illusione del benessere per tutti e le risorse del pianeta ormai esauste lascerebbero presagire un destino ineluttabile, iscritto nel nome stesso del nostro mondo; l’Occidente (ciò che sta cadendo). Per provare a trattenere l’inevitabile forse occorrerebbe un atto collettivo di disobbedienza che ci permetta di ritrovare la bellezza e rendere giustizia agli oppressi: per “essere fedele a entrambi”.

Albert Camus aveva ventidue anni (1935) quando scrisse una serie di brevi saggi in forma di racconto, raccolti nel volumetto Il Rovescio e il Diritto, pubblicato in Italia da Bompiani. Titolo che abbiamo voluto dare a questa minuscola rubrica.
Camus sostiene nei suoi scritti che nel mondo c’è la bellezza e ci sono gli oppressi e, dice, “io vorrei essere fedele a entrambi”. Difficile allora, e lo è ancora oggi. Le guerre di oppressione che si combattono ai bordi del nostro declinante Continente, le diseguaglianze estreme che crescono dopo l’ingenua illusione del benessere per tutti e le risorse del pianeta ormai esauste lascerebbero presagire un destino ineluttabile, iscritto nel nome stesso del nostro mondo; l’Occidente (ciò che sta cadendo). Per provare a trattenere l’inevitabile forse occorrerebbe un atto collettivo di disobbedienza che ci permetta di ritrovare la bellezza e rendere giustizia agli oppressi: per “essere fedele a entrambi”.