La passione del margine
Cita da Mario Cassanelli su 27 Febbraio 2026, 10:41
Il margine non come esclusione, ma come spazio fertile di possibilità.
Abitare il confine diventa gesto di libertà e apertura all’incompiuto.Solitamente accompagniamo il concetto di margine alla idea di confine, bordo, frontiera e cioè una linea visibile o immaginaria che divide o mette a contatto due realtà. In un senso ben diverso il margine è anche il luogo ove collocare e disporre in una area secondaria e di poco valore un qualsiasi concetto, presenza, entità definita. E se invece "il margine" lo si leggesse come quel luogo ove praticare il passaggio, la non appartenenza, la libertà di non doversi riconoscere in qualcosa di definito e immodificabile? Se "dimorare lungo i margini" divenisse una più intensa possibilità di costruire processi identitari o differenziali?

Il margine non come esclusione, ma come spazio fertile di possibilità.
Abitare il confine diventa gesto di libertà e apertura all’incompiuto.
Solitamente accompagniamo il concetto di margine alla idea di confine, bordo, frontiera e cioè una linea visibile o immaginaria che divide o mette a contatto due realtà. In un senso ben diverso il margine è anche il luogo ove collocare e disporre in una area secondaria e di poco valore un qualsiasi concetto, presenza, entità definita. E se invece "il margine" lo si leggesse come quel luogo ove praticare il passaggio, la non appartenenza, la libertà di non doversi riconoscere in qualcosa di definito e immodificabile? Se "dimorare lungo i margini" divenisse una più intensa possibilità di costruire processi identitari o differenziali?