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Forse ai nostri giorni l'obiettivo non è quello di scoprire che cosa siamo, ma di rifiutare quello che siamo. Dobbiamo immaginare e costruire quello che potremmo essere.
Michel Foucault, Poteri e strategie
Se non dovessi tornare, sappiate che non sono mai partito. Il mio viaggiare È stato tutto un restare Qua, dove non fui mai.
Giorgio Caproni, Il franco cacciatore
Mission

Il blog della rivista Transiti nasce qui: in questo spazio di passaggio. Non come luogo di sosta definitiva, ma come soglia. Uno spazio aperto in cui fermare gli sguardi, rallentare il pensiero, provare a dare forma alle domande che attraversano la società, la letteratura, il cinema.

Se la rivista in versione cartacea, con uscite quadrimestrali, pubblicata da Les Flâneurs Edizioni, si prende il tempo dell’approfondimento, della costruzione argomentata, della riflessione distesa, il blog ne sarà il laboratorio dinamico: un luogo di interventi brevi, recensioni, note critiche, dialoghi, anticipazioni. Uno spazio in cui le idee possono nascere, misurarsi, talvolta anche contraddirsi.

Transiti non è solo un titolo, è una condizione. Sono le trasformazioni del lavoro e delle identità, le migrazioni culturali, i mutamenti del linguaggio. Transiti sono le opere letterarie che rileggono il passato per interrogare il futuro.  Sono le immagini cinematografiche che raccontano le fratture e le possibilità del nostro tempo.

In un’epoca dominata da polarizzazioni e slogan, crediamo ancora nel valore dell’argomentazione, nel dubbio come metodo, nella critica come forma di responsabilità. Non per costruire élite culturali, ma per alimentare una comunità di lettori esigenti e consapevoli.

Questo blog non offrirà risposte definitive. Proverà piuttosto a formulare domande migliori. Perché attraversare il presente non significa subirlo, significa comprenderne le tensioni, riconoscerne i conflitti, immaginarne gli sviluppi.

Benvenuti in questo spazio di passaggio. Benvenuti nei Transiti del nostro tempo.

Sergio D'Angelo

Sociologo - numero di articoli pubblicati : 29

Sergio D'Angelo

Sociologo, collabora con le università di Bari, Foggia e Cagliari. Svolge attività didattica e di ricerca. Tra le sue ultime pubblicazioni: Sguardi. L’attualità in questione, Edizioni Giuseppe Laterza, 2025, Percorsi di vita e orientamento al futuro. Ricerca-intervento nelle scuole superiori, in Pedagogia in azione, Edizioni Ares, 2026. Inciampi. Poesie, Edizioni Giuseppe Laterza, 2024.

Foucault: il pensiero come arte di non lasciarsi condurre

Per Michel Foucault, di cui il 15 ottobre prossimo ricorre il centenario della nascita, la critica è "l'arte di un’insubordinazione volontaria e un’indocilità riflessiva" che si esercita con la cura del sé, ossia attraverso il rapporto con i discorsi: con ciò che si ascolta, si legge, si scrive e si dice.

Sergio D'Angelo / Sociologo - 10 Ottobre 2026

Dedico questa breve riflessione ai giovani della generazione Zeta Il prossimo 15 ottobre è il centenario della nascita di Michel Foucault. Si è soliti ricordarlo come il filosofo del potere onnipresente, quello che avrebbe mostrato come ogni angolo dell'esistenza sia già catturato da una rete di dominio. È una lettura frequente ma forse anche fuorviante. Più che il potere in senso stretto, a Michel Foucault interessa la condotta: il modo in cui gli esseri umani vengono guidati, si lasciano guidare e imparano a guidare sé stessi. Il potere non si limita a reprimere, ma produce. [...]

La crisi dello Stato sociale in Europa. Nuovi conflitti e ritorno della lotta di classe

La crisi dello stato sociale nei Paesi europei sta provocando conflitti, apparentemente differenti, che potrebbero però avere una radice comune. Se provassimo a leggerli insieme, ci accorgeremmo che dietro di essi compare la stessa domanda: come vengono distribuite nelle nostre società le risorse che consentono alle persone di costruire la propria esistenza?

Sergio D'Angelo / Sociologo - 6 Ottobre 2026

Per alcuni decenni dopo la Seconda guerra mondiale, nelle società occidentali sembrò affermarsi un compromesso destinato a modificare profondamente il rapporto tra Stato, mercato e cittadini. Lo Stato non doveva soltanto garantire l’ordine, amministrare la giustizia e difendere i confini. Doveva intervenire sulle condizioni materiali dell’esistenza, correggere almeno in parte le diseguaglianze prodotte dal mercato e sottrarre alcuni beni fondamentali alla disponibilità economica individuale. Istruzione, salute, previdenza, abitazione e servizi collettivi entrarono così, sia pure con differenze tra i diversi paesi, nell’orizzonte dei diritti sociali. Non era certamente una società senza classi. Lo Stato continuava a [...]

Sapiens, l’animale che lavora

Il lavoro non è una realtà immutabile, ma una costruzione storica che ha progressivamente organizzato il rapporto tra necessità, identità e libertà.

Sergio D'Angelo / Sociologo - 19 Settembre 2026

Lavoro è forse diventata una categoria troppo generica per raccontare la pluralità delle forme attraverso cui gli esseri umani producono beni, servizi, conoscenza, relazioni e significati. La domanda allora non è più che cosa sia il lavoro, ma quali lavori producano autonomia o dipendenza, senso o alienazione, libertà o necessità: da questa distinzione può ripartire una teoria del lavoro nel XXI secolo.

Vite senza esperienze. Quando vivere non basta

Moltiplichiamo gli eventi ma abbiamo sempre meno tempo per trasformarli in esperienze significative

Sergio D'Angelo / Sociologo - 15 Settembre 2026

Non ci sono probabilmente mai accadute tante cose. In una sola giornata attraversiamo luoghi, incontriamo persone, riceviamo messaggi, leggiamo notizie, vediamo immagini, ascoltiamo frammenti di conversazioni, reagiamo a post, video, fotografie. Una parte consistente di questi eventi non appartiene neppure allo spazio fisico nel quale ci troviamo: mentre siamo seduti in una stanza possiamo assistere a una guerra, entrare nella vita privata di uno sconosciuto, commentare un fatto avvenuto dall'altra parte del mondo, ascoltare una conferenza, partecipare a una riunione, discutere con qualcuno che non abbiamo mai incontrato. Eppure questa straordinaria moltiplicazione degli eventi non [...]

Connessi e insoddisfatti. Giovani e felicità nell’epoca dei social. Una nota al Happiness Report 2026

Il World Happiness Report 2026 evidenzia una relazione problematica tra uso intensivo dei social e benessere delle giovani generazioni. Ma suggerisce soprattutto che la felicità dei giovani dipende meno dalle connessioni digitali e molto più dalla qualità delle relazioni e dal senso di appartenenza a una comunità.

Sergio D'Angelo / Sociologo - 29 Agosto 2026

Mai come oggi è stato così facile comunicare, incontrarsi virtualmente, condividere esperienze, immagini, emozioni. Eppure, nelle società maggiormente connesse una parte dei giovani sembra manifestare una crescente difficoltà a dichiararsi soddisfatta della propria vita. Il World Happiness Report 2026 dedica gran parte dell'edizione al rapporto tra social media e benessere. Per gli under 25, negli Stati Uniti, in Canada, Australia e Nuova Zelanda, la valutazione del proprio percorso di vita, è diminuita, nell'ultimo decennio, di quasi un punto su una scala da zero a dieci. Anche nell'Europa occidentale emerge una particolare vulnerabilità delle generazioni più [...]

Dalla tarantata alla Taranta. Metamorfosi di un rito tra riscatto e spettacolo

Dalla taranta dell'antropologo Ernesto de Martino alla festa di massa: quando una memoria culturale diventa spettacolo.

Sergio D'Angelo / Sociologo - 24 Agosto 2026

Ogni estate decine di migliaia di persone raggiungono Melpignano per la Notte della Taranta. Ballano, cantano, ascoltano musicisti provenienti da esperienze diverse, partecipano a uno degli eventi musicali più frequentati dell’estate italiana. Non c’è nulla di male. Una festa è una festa e non ha l’obbligo di trasformarsi in un seminario di antropologia culturale. Eppure qualcosa, davanti a quella folla festante, continua a produrre una sensazione di spaesamento. Forse perché dietro la taranta contemporanea ce n’è un’altra, ormai quasi invisibile. Non quella del grande palco, delle luci, delle telecamere, del turismo estivo e della comunicazione [...]

Il pensiero che disturba

Milani, Pasolini, de Martino e Basaglia hanno una postura intellettuale sorprendentemente simile: guardano la società dal punto in cui essa produce esclusione.

Sergio D'Angelo / Sociologo - 19 Agosto 2026

C’è una singolare abitudine italiana nel rapporto con alcuni dei suoi intellettuali più scomodi. In vita li ascoltiamo poco, li consideriamo eccentrici, estremisti, provocatori, talvolta perfino fastidiosi. Dopo la morte comincia invece un processo di progressiva neutralizzazione. Prima vengono celebrati, poi trasformati in icone, infine dimenticati. Rimangono i nomi, qualche anniversario, le citazioni rituali. Scompare quasi sempre ciò che avevano da dirci. È una particolare forma di rimozione: ricordare qualcuno per non essere più costretti ad ascoltarlo. Lorenzo Milani, Pier Paolo Pasolini, Ernesto de Martino e Franco Basaglia appartengono, pur nelle enormi differenze che li [...]

Siamo animali bugiardi. La menzogna come fatto sociale

Perché gli esseri umani possono mentire? La risposta è nel più importante dispositivo biologico e culturale di cui dispone la nostra specie: il linguaggio.

Sergio D'Angelo / Sociologo - 11 Agosto 2026

Mentiamo. Probabilmente più spesso di quanto siamo disposti ad ammettere. Mentiamo per interesse, per paura, per pudore, per proteggere noi stessi o qualcuno; per ottenere un vantaggio, evitare un conflitto, apparire diversi da come siamo. Mentiamo inventando qualcosa che non è accaduto, ma anche omettendo una circostanza, esagerando un merito, attenuando una responsabilità, simulando un sentimento. La bugia accompagna discretamente, e tuttavia tenacemente, la nostra vita sociale. Considerarla soltanto una debolezza morale o una caratteristica psicologica individuale rischia però di farci perdere la parte più interessante del problema. La menzogna è un fatto sociale, perché [...]

La disobbedienza come pratica della disperanza

Disperanza e disobbedienza come forme di resistenza del nostro tempo.

Sergio D'Angelo / Sociologo - Federica Introna / Scrittrice e filologa classica - 23 Luglio 2026

n tempo paradossale quello in cui viviamo. Nonostante che Il futuro sia sempre più immaginato come il tempo dell’incertezza e dell’ambiguità, la politica, spesso attorcigliata nella sua inconsistenza, continua a promettere tempi migliori; l’economia assicura che le crisi saranno superate, magari producendo e lavorando di più; perfino la petulante psicologia positiva invita a coltivare ottimismo come condizione di un supposto benessere individuale. Sembra che sperare sia doveroso. Cresce, invece, quasi silenziosamente, un sentimento diverso, che prende le distanze dalla speranza. Non indulge al pessimismo, che continua a misurarsi con la probabilità del fallimento; né al [...]

L’estate dei libri che cambiano lo sguardo

Quattro libri, brevi e preziosi, da portare con sé durante le vacanze. A volte bastano cento pagine, o cinquanta, per trasformare il nostro sguardo. Perché i libri più importanti non sono quelli che ci fanno evadere dalla realtà, ma quelli che, una volta richiusi, ci restituiscono alla realtà con occhi diversi.

Sergio D'Angelo / Sociologo - 11 Luglio 2026

L'estate è una stagione strana. Da una parte promette leggerezza, dall'altra ci concede qualcosa che durante il resto dell'anno sembra irreperibile: il tempo. Non soltanto il tempo delle vacanze, ma quello della lettura lenta, senza l'ossessione dell'utilità e della prestazione. È forse per questo che le letture estive possono essere diverse da tutte le altre. Non necessariamente romanzi monumentali da affrontare sotto l'ombrellone, né gli ultimi bestseller destinati a scomparire con la stessa rapidità con cui sono arrivati in libreria. A volte bastano cento pagine. O cinquanta. Libri piccoli, da infilare nello zaino, capaci però [...]