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Se non dovessi tornare, sappiate che non sono mai partito. Il mio viaggiare È stato tutto un restare Qua, dove non fui mai.
Giorgio Caproni, Il franco cacciatore
Forse ai nostri giorni l'obiettivo non è quello di scoprire che cosa siamo, ma di rifiutare quello che siamo. Dobbiamo immaginare e costruire quello che potremmo essere.
Michel Foucault, Poteri e strategie
Mission

Il blog della rivista Transiti nasce qui: in questo spazio di passaggio. Non come luogo di sosta definitiva, ma come soglia. Uno spazio aperto in cui fermare gli sguardi, rallentare il pensiero, provare a dare forma alle domande che attraversano la società, la letteratura, il cinema.

Se la rivista in versione cartacea, con uscite quadrimestrali, pubblicata da Les Flâneurs Edizioni, si prende il tempo dell’approfondimento, della costruzione argomentata, della riflessione distesa, il blog ne sarà il laboratorio dinamico: un luogo di interventi brevi, recensioni, note critiche, dialoghi, anticipazioni. Uno spazio in cui le idee possono nascere, misurarsi, talvolta anche contraddirsi.

Transiti non è solo un titolo, è una condizione. Sono le trasformazioni del lavoro e delle identità, le migrazioni culturali, i mutamenti del linguaggio. Transiti sono le opere letterarie che rileggono il passato per interrogare il futuro.  Sono le immagini cinematografiche che raccontano le fratture e le possibilità del nostro tempo.

In un’epoca dominata da polarizzazioni e slogan, crediamo ancora nel valore dell’argomentazione, nel dubbio come metodo, nella critica come forma di responsabilità. Non per costruire élite culturali, ma per alimentare una comunità di lettori esigenti e consapevoli.

Questo blog non offrirà risposte definitive. Proverà piuttosto a formulare domande migliori. Perché attraversare il presente non significa subirlo, significa comprenderne le tensioni, riconoscerne i conflitti, immaginarne gli sviluppi.

Benvenuti in questo spazio di passaggio. Benvenuti nei Transiti del nostro tempo.

Antonella Donatelli

Autrice di Telenorba. - numero di articoli pubblicati : 3

Antonella Donatelli

Autrice di Telenorba.

Makoto Shinkai e il linguaggio dell’amore in Giappone

Cosa rende Your Name un manifesto così potente dell’amore contemporaneo? La risposta, probabilmente, si trova nel modo in cui la cultura giapponese vive i sentimenti.

Antonella Donatelli / Autrice di Telenorba. - 20 Settembre 2026

La scorsa sera ho rivisto Your Name. (Kimi no Na wa.). Era da un po’ che non mi immergevo nelle sue atmosfere fatte di comete luminose, cieli sconfinati e treni metropolitani che si sfiorano nella frenesia di Tokyo. Eppure il risultato è sempre lo stesso: una stretta al cuore e quella irresistibile voglia di interrogarmi su come amiamo oggi. Makoto Shinkai è uno dei più grandi narratori del cinema d’animazione contemporaneo. Da anni viene indicato come il naturale erede di Hayao Miyazaki, un’etichetta tanto prestigiosa quanto ingombrante, che lui stesso ha più volte cercato di [...]

In Giappone i desideri non si nascondono: cosa ci insegnano le tavolette EMA

In Giappone il desiderio appeso a un rastrello di legno non viene percepito come un rischio, ma come un atto di fiducia. Questo gesto poggia su uno dei pilastri più profondi della sensibilità giapponese: l'omoiyari. Appendere un ema alla vista di sconosciuti presuppone una certezza implicita: chi passerà di lì guarderà il tuo desiderio con rispetto, non con sarcasmo.

Antonella Donatelli / Autrice di Telenorba. - 6 Agosto 2026

In uno dei miei primi viaggi in Giappone, immersa nella quiete quasi mistica di un santuario shintoista a Tokyo, sono caduta anch’io nella tentazione. Penna alla mano, mi sono ritrovata a stringere tra le dita un ema, quella piccola tavoletta di legno pentagonale che si acquista nei templi per affidare ai kami — gli spiriti della natura — i propri pensieri più intimi. Mentre tracciavo le mie parole, c'era un dettaglio che continuava a farmi esitare: quell'oggetto non sarebbe finito in una scatola chiusa o in un altare segreto. Una volta appesa alla rastrelliera del [...]

Il Dissing e la comunicazione moderna.

Il dissing non è una moda nata con i social, ma una forma antica di confronto pubblico che oggi, nell'era digitale, è diventata soprattutto uno strumento di intrattenimento, visibilità e marketing.

Antonella Donatelli / Autrice di Telenorba. - 6 Luglio 2026

Fino a ieri, se avevi un problema con qualcuno, avevi tre opzioni: parlarne civilmente, ignorarlo, o nella peggiore delle ipotesi finire a scazzottarsi. Soluzione, ovviamente, sempre sconsigliata. Oggi no. Oggi prendi un microfono, apri TikTok, scrivi rime taglienti su una base trap e aspetti che l’algoritmo faccia il suo lavoro. Il dissing – dall'inglese to diss, ovvero mancare di rispetto – sembra la moda del momento. L'abbiamo visto monopolizzare il web con lo scontro epico e globale tra Kendrick Lamar e Drake (rapper di fama internazionale), e a livello locale con la saga nostrana tra [...]