La rivista
Transiti è una rivista quadrimestrale dedicata alla riflessione critica su società, letteratura e cinema diretta da Sergio D’Angelo, Guido Croci e Vito Santoro e pubblicata da Les Flâneurs Edizioni. Nasce come spazio aperto di idee e confronto, luogo di approfondi¬mento e di interpretazione del radicale mutamento sociale e culturale del nuovo secolo. La rivista si propone di costruire una comunità di pensiero e di scrittura che provi a sfidare criticamente i conformismi contemporanei, recuperando il valore del dibattito, della ricerca e del¬la complessità. L’obiettivo è promuovere un’idea di cultura non elita¬ria ma comunque esigente, orientata a suscitare domande scomode più che a proporre risposte confezionate.
Transiti si muove tra indagine sociale, critica letteraria e cinemato¬grafica, offrendo un approccio transdisciplinare: ogni testo vorrebbe invitare il lettore a riflettere, discutere, prendere posizione. Ha una periodicità quadrimestrale in formato cartaceo ed è accompagnata da un blog che si prefigge di ampliare, aggiornare e discuterne i conte¬nuti.
Se la rivista si prende il tempo dell’approfondimento, della costru¬zione argomentata, della riflessione distesa, il blog ne sarà il labora¬torio dinamico: un luogo di interventi brevi, recensioni, note critiche, dialoghi con i lettori, anticipazioni. Uno spazio in cui le idee possano nascere, misurarsi, talvolta anche contraddirsi.
Transiti non è solo un titolo, è una condizione: quella delle radicali trasformazioni del lavoro e delle identità, delle migrazioni culturali e dei mutamenti del linguaggio; delle opere letterarie che rileggono il passato per interrogare il futuro e delle immagini cinematografiche che raccontano le fratture e le possibilità del nostro tempo.
Il gruppo redazionale è snello ma si avvale della collaborazione di scrittori, critici, studiosi di diverse discipline, ricercatori e operatori culturali. La pluralità delle voci costituisce la forza della rivista che proverà a dare forma alle riflessioni che attraversano il nostro tempo. Un tempo dominato da polarizzazioni e slogan e perciò bisognoso del valore dell’argomentazione come metodo e della critica come forma di responsabilità.