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Forse ai nostri giorni l'obiettivo non è quello di scoprire che cosa siamo, ma di rifiutare quello che siamo. Dobbiamo immaginare e costruire quello che potremmo essere.
Michel Foucault, Poteri e strategie
Se non dovessi tornare, sappiate che non sono mai partito. Il mio viaggiare È stato tutto un restare Qua, dove non fui mai.
Giorgio Caproni, Il franco cacciatore
Mission

Il blog della rivista Transiti nasce qui: in questo spazio di passaggio. Non come luogo di sosta definitiva, ma come soglia. Uno spazio aperto in cui fermare gli sguardi, rallentare il pensiero, provare a dare forma alle domande che attraversano la società, la letteratura, il cinema.

Se la rivista in versione cartacea, con uscite quadrimestrali, pubblicata da Les Flâneurs Edizioni, si prende il tempo dell’approfondimento, della costruzione argomentata, della riflessione distesa, il blog ne sarà il laboratorio dinamico: un luogo di interventi brevi, recensioni, note critiche, dialoghi, anticipazioni. Uno spazio in cui le idee possono nascere, misurarsi, talvolta anche contraddirsi.

Transiti non è solo un titolo, è una condizione. Sono le trasformazioni del lavoro e delle identità, le migrazioni culturali, i mutamenti del linguaggio. Transiti sono le opere letterarie che rileggono il passato per interrogare il futuro.  Sono le immagini cinematografiche che raccontano le fratture e le possibilità del nostro tempo.

In un’epoca dominata da polarizzazioni e slogan, crediamo ancora nel valore dell’argomentazione, nel dubbio come metodo, nella critica come forma di responsabilità. Non per costruire élite culturali, ma per alimentare una comunità di lettori esigenti e consapevoli.

Questo blog non offrirà risposte definitive. Proverà piuttosto a formulare domande migliori. Perché attraversare il presente non significa subirlo, significa comprenderne le tensioni, riconoscerne i conflitti, immaginarne gli sviluppi.

Benvenuti in questo spazio di passaggio. Benvenuti nei Transiti del nostro tempo.

La rivista

Transiti è una rivista quadrimestrale dedicata alla riflessione critica su società, letteratura e cinema diretta da Sergio D’Angelo, Guido Croci e Vito Santoro e pubblicata da Les Flâneurs Edizioni. Nasce come spazio aperto di idee e confronto, luogo di approfondi¬mento e di interpretazione del radicale mutamento sociale e culturale del nuovo secolo. La rivista si propone di costruire una comunità di pensiero e di scrittura che provi a sfidare criticamente i conformismi contemporanei, recuperando il valore del dibattito, della ricerca e del¬la complessità. L’obiettivo è promuovere un’idea di cultura non elita¬ria ma comunque esigente, orientata a suscitare domande scomode più che a proporre risposte confezionate.
Transiti si muove tra indagine sociale, critica letteraria e cinemato¬grafica, offrendo un approccio transdisciplinare: ogni testo vorrebbe invitare il lettore a riflettere, discutere, prendere posizione. Ha una periodicità quadrimestrale in formato cartaceo ed è accompagnata da un blog che si prefigge di ampliare, aggiornare e discuterne i conte¬nuti.
Se la rivista si prende il tempo dell’approfondimento, della costru¬zione argomentata, della riflessione distesa, il blog ne sarà il labora¬torio dinamico: un luogo di interventi brevi, recensioni, note critiche, dialoghi con i lettori, anticipazioni. Uno spazio in cui le idee possano nascere, misurarsi, talvolta anche contraddirsi.
Transiti non è solo un titolo, è una condizione: quella delle radicali trasformazioni del lavoro e delle identità, delle migrazioni culturali e dei mutamenti del linguaggio; delle opere letterarie che rileggono il passato per interrogare il futuro e delle immagini cinematografiche che raccontano le fratture e le possibilità del nostro tempo.
Il gruppo redazionale è snello ma si avvale della collaborazione di scrittori, critici, studiosi di diverse discipline, ricercatori e operatori culturali. La pluralità delle voci costituisce la forza della rivista che proverà a dare forma alle riflessioni che attraversano il nostro tempo. Un tempo dominato da polarizzazioni e slogan e perciò bisognoso del valore dell’argomentazione come metodo e della critica come forma di responsabilità.