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Se non dovessi tornare, sappiate che non sono mai partito. Il mio viaggiare È stato tutto un restare Qua, dove non fui mai.
Giorgio Caproni, Il franco cacciatore
Forse ai nostri giorni l'obiettivo non è quello di scoprire che cosa siamo, ma di rifiutare quello che siamo. Dobbiamo immaginare e costruire quello che potremmo essere.
Michel Foucault, Poteri e strategie
Mission

Il blog della rivista Transiti nasce qui: in questo spazio di passaggio. Non come luogo di sosta definitiva, ma come soglia. Uno spazio aperto in cui fermare gli sguardi, rallentare il pensiero, provare a dare forma alle domande che attraversano la società, la letteratura, il cinema.

Se la rivista in versione cartacea, con uscite quadrimestrali, pubblicata da Les Flâneurs Edizioni, si prende il tempo dell’approfondimento, della costruzione argomentata, della riflessione distesa, il blog ne sarà il laboratorio dinamico: un luogo di interventi brevi, recensioni, note critiche, dialoghi, anticipazioni. Uno spazio in cui le idee possono nascere, misurarsi, talvolta anche contraddirsi.

Transiti non è solo un titolo, è una condizione. Sono le trasformazioni del lavoro e delle identità, le migrazioni culturali, i mutamenti del linguaggio. Transiti sono le opere letterarie che rileggono il passato per interrogare il futuro.  Sono le immagini cinematografiche che raccontano le fratture e le possibilità del nostro tempo.

In un’epoca dominata da polarizzazioni e slogan, crediamo ancora nel valore dell’argomentazione, nel dubbio come metodo, nella critica come forma di responsabilità. Non per costruire élite culturali, ma per alimentare una comunità di lettori esigenti e consapevoli.

Questo blog non offrirà risposte definitive. Proverà piuttosto a formulare domande migliori. Perché attraversare il presente non significa subirlo, significa comprenderne le tensioni, riconoscerne i conflitti, immaginarne gli sviluppi.

Benvenuti in questo spazio di passaggio. Benvenuti nei Transiti del nostro tempo.

Disincanto e melanconia nel passaggio d’epoca del nuovo secolo

25 February 2026 - Società

ABSTRACT

Un attraversamento della contemporaneità tra utopia, disincanto e melanconia, dove le forme di vita mutano senza nome e le emozioni collettive diventano tracce profonde di un’epoca in trasformazione.

Negli ultimi decenni del secolo scorso si è avviato anche in Italia il radicale passaggio d’epoca dalla società industriale, fordista, a quella dell’oggi che è arduo financo definire. Non è solo questione che attiene all’economia e alla produzione. Riguarda il nostro comune modo di vivere: dal rapporto con il lavoro alle relazioni amicali, dalla scelta del partner all’impegno o, meglio, al disimpegno politico. Allora, la domanda è: quali sono le caratteristiche, peculiari e comuni, delle nostre attuali forme di vita? Un modo per darne conto potrebbe essere quello di seguire l’andamento, tortuoso e accidentato, delle tonalità emotive e degli umori prevalenti, in definitiva del clima culturale che ha segnato alcune fasi della contemporaneità. Con l’avvertenza che non si tratta d’un’analisi introspettiva delle disposizioni psicologiche o personologiche ma di sindromi sociali emergenti che hanno un notevole impatto sulle nostre azioni.

Se si vuole continuare la lettura dell'articolo abbonarsi o acquistare la rivista cartacea Transiti presso Les Flaneurs Edizioni

Tags: Disimpegno politico., Mutamento sociale, Post-fordismo, Società post-industriale, Trasformazioni del lavoro

Sergio D'Angelo

Sociologo - numero di articoli pubblicati : 25

Sergio D'Angelo

Sociologo, collabora con le università di Bari, Foggia e Cagliari. Svolge attività didattica e di ricerca. Tra le sue ultime pubblicazioni: Sguardi. L’attualità in questione, Edizioni Giuseppe Laterza, 2025, Percorsi di vita e orientamento al futuro. Ricerca-intervento nelle scuole superiori, in Pedagogia in azione, Edizioni Ares, 2026. Inciampi. Poesie, Edizioni Giuseppe Laterza, 2024.

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