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Forse ai nostri giorni l'obiettivo non è quello di scoprire che cosa siamo, ma di rifiutare quello che siamo. Dobbiamo immaginare e costruire quello che potremmo essere.
Michel Foucault, Poteri e strategie
Se non dovessi tornare, sappiate che non sono mai partito. Il mio viaggiare È stato tutto un restare Qua, dove non fui mai.
Giorgio Caproni, Il franco cacciatore
Mission

Il blog della rivista Transiti nasce qui: in questo spazio di passaggio. Non come luogo di sosta definitiva, ma come soglia. Uno spazio aperto in cui fermare gli sguardi, rallentare il pensiero, provare a dare forma alle domande che attraversano la società, la letteratura, il cinema.

Se la rivista in versione cartacea, con uscite quadrimestrali, pubblicata da Les Flâneurs Edizioni, si prende il tempo dell’approfondimento, della costruzione argomentata, della riflessione distesa, il blog ne sarà il laboratorio dinamico: un luogo di interventi brevi, recensioni, note critiche, dialoghi, anticipazioni. Uno spazio in cui le idee possono nascere, misurarsi, talvolta anche contraddirsi.

Transiti non è solo un titolo, è una condizione. Sono le trasformazioni del lavoro e delle identità, le migrazioni culturali, i mutamenti del linguaggio. Transiti sono le opere letterarie che rileggono il passato per interrogare il futuro.  Sono le immagini cinematografiche che raccontano le fratture e le possibilità del nostro tempo.

In un’epoca dominata da polarizzazioni e slogan, crediamo ancora nel valore dell’argomentazione, nel dubbio come metodo, nella critica come forma di responsabilità. Non per costruire élite culturali, ma per alimentare una comunità di lettori esigenti e consapevoli.

Questo blog non offrirà risposte definitive. Proverà piuttosto a formulare domande migliori. Perché attraversare il presente non significa subirlo, significa comprenderne le tensioni, riconoscerne i conflitti, immaginarne gli sviluppi.

Benvenuti in questo spazio di passaggio. Benvenuti nei Transiti del nostro tempo.

Il Rovescio e il Diritto

Settembre, il mese sospeso tra nostalgia dorata e nuovi inizi

Il mese che segna il ritorno alla routine quotidiana mentre l’estate sfuma verso l’equinozio.

Silvia Fuso / Insegnante - 10 September 2026

Fischi di treni in partenza, voli sold out e valigie strapiene: settembre è il mese dalle molteplici direzioni. Binari paralleli che si rincorrono: fuga e rientro, nuovi inizi e ripartenze. C’è chi ritorna dalla vacanza, forse ancora poco pronto a riagganciare la routine, e chi invece parte proprio ora in vacanza un po' per scelta o perché ha passato un’estate a garantire servizi, turni e aperture. Settembre è uno dei mesi più suggestivi e strani dell’anno con le sue innumerevoli [...]

Connessi e insoddisfatti. Giovani e felicità nell’epoca dei social. Una nota al Happiness Report 2026

Il World Happiness Report 2026 evidenzia una relazione problematica tra uso intensivo dei social e benessere delle giovani generazioni. Ma suggerisce soprattutto che la felicità dei giovani dipende meno dalle connessioni digitali e molto più dalla qualità delle relazioni e dal senso di appartenenza a una comunità.

Sergio D'Angelo / Sociologo - 29 August 2026

Mai come oggi è stato così facile comunicare, incontrarsi virtualmente, condividere esperienze, immagini, emozioni. Eppure, nelle società maggiormente connesse una parte dei giovani sembra manifestare una crescente difficoltà a dichiararsi soddisfatta della propria vita. Il World Happiness Report 2026 dedica gran parte dell'edizione al rapporto tra social media e benessere. Per gli under 25, negli Stati Uniti, in Canada, Australia e Nuova Zelanda, la valutazione del proprio percorso di vita, è diminuita, nell'ultimo decennio, di quasi un punto su una [...]

Dalla tarantata alla Taranta. Metamorfosi di un rito tra riscatto e spettacolo

Dalla taranta dell'antropologo Ernesto de Martino alla festa di massa: quando una memoria culturale diventa spettacolo.

Sergio D'Angelo / Sociologo - 24 August 2026

Ogni estate decine di migliaia di persone raggiungono Melpignano per la Notte della Taranta. Ballano, cantano, ascoltano musicisti provenienti da esperienze diverse, partecipano a uno degli eventi musicali più frequentati dell’estate italiana. Non c’è nulla di male. Una festa è una festa e non ha l’obbligo di trasformarsi in un seminario di antropologia culturale. Eppure qualcosa, davanti a quella folla festante, continua a produrre una sensazione di spaesamento. Forse perché dietro la taranta contemporanea ce n’è un’altra, ormai quasi invisibile. [...]

Il pensiero che disturba

Milani, Pasolini, de Martino e Basaglia hanno una postura intellettuale sorprendentemente simile: guardano la società dal punto in cui essa produce esclusione.

Sergio D'Angelo / Sociologo - 19 August 2026

C’è una singolare abitudine italiana nel rapporto con alcuni dei suoi intellettuali più scomodi. In vita li ascoltiamo poco, li consideriamo eccentrici, estremisti, provocatori, talvolta perfino fastidiosi. Dopo la morte comincia invece un processo di progressiva neutralizzazione. Prima vengono celebrati, poi trasformati in icone, infine dimenticati. Rimangono i nomi, qualche anniversario, le citazioni rituali. Scompare quasi sempre ciò che avevano da dirci. È una particolare forma di rimozione: ricordare qualcuno per non essere più costretti ad ascoltarlo. Lorenzo Milani, Pier [...]

Siamo animali bugiardi. La menzogna come fatto sociale

Perché gli esseri umani possono mentire? La risposta è nel più importante dispositivo biologico e culturale di cui dispone la nostra specie: il linguaggio.

Sergio D'Angelo / Sociologo - 11 August 2026

Mentiamo. Probabilmente più spesso di quanto siamo disposti ad ammettere. Mentiamo per interesse, per paura, per pudore, per proteggere noi stessi o qualcuno; per ottenere un vantaggio, evitare un conflitto, apparire diversi da come siamo. Mentiamo inventando qualcosa che non è accaduto, ma anche omettendo una circostanza, esagerando un merito, attenuando una responsabilità, simulando un sentimento. La bugia accompagna discretamente, e tuttavia tenacemente, la nostra vita sociale. Considerarla soltanto una debolezza morale o una caratteristica psicologica individuale rischia però di [...]

In Giappone i desideri non si nascondono: cosa ci insegnano le tavolette EMA

In Giappone il desiderio appeso a un rastrello di legno non viene percepito come un rischio, ma come un atto di fiducia. Questo gesto poggia su uno dei pilastri più profondi della sensibilità giapponese: l'omoiyari. Appendere un ema alla vista di sconosciuti presuppone una certezza implicita: chi passerà di lì guarderà il tuo desiderio con rispetto, non con sarcasmo.

Antonella Donatelli - 6 August 2026

In uno dei miei primi viaggi in Giappone, immersa nella quiete quasi mistica di un santuario shintoista a Tokyo, sono caduta anch’io nella tentazione. Penna alla mano, mi sono ritrovata a stringere tra le dita un ema, quella piccola tavoletta di legno pentagonale che si acquista nei templi per affidare ai kami — gli spiriti della natura — i propri pensieri più intimi. Mentre tracciavo le mie parole, c'era un dettaglio che continuava a farmi esitare: quell'oggetto non sarebbe finito [...]

La disobbedienza come pratica della disperanza

Disperanza e disobbedienza come forme di resistenza del nostro tempo.

Sergio D'Angelo / Sociologo - Federica Introna / Scrittrice e filologa classica - 23 July 2026

n tempo paradossale quello in cui viviamo. Nonostante che Il futuro sia sempre più immaginato come il tempo dell’incertezza e dell’ambiguità, la politica, spesso attorcigliata nella sua inconsistenza, continua a promettere tempi migliori; l’economia assicura che le crisi saranno superate, magari producendo e lavorando di più; perfino la petulante psicologia positiva invita a coltivare ottimismo come condizione di un supposto benessere individuale. Sembra che sperare sia doveroso. Cresce, invece, quasi silenziosamente, un sentimento diverso, che prende le distanze dalla speranza. [...]

L’estate dei libri che cambiano lo sguardo

Quattro libri, brevi e preziosi, da portare con sé durante le vacanze. A volte bastano cento pagine, o cinquanta, per trasformare il nostro sguardo. Perché i libri più importanti non sono quelli che ci fanno evadere dalla realtà, ma quelli che, una volta richiusi, ci restituiscono alla realtà con occhi diversi.

Sergio D'Angelo / Sociologo - 11 July 2026

L'estate è una stagione strana. Da una parte promette leggerezza, dall'altra ci concede qualcosa che durante il resto dell'anno sembra irreperibile: il tempo. Non soltanto il tempo delle vacanze, ma quello della lettura lenta, senza l'ossessione dell'utilità e della prestazione. È forse per questo che le letture estive possono essere diverse da tutte le altre. Non necessariamente romanzi monumentali da affrontare sotto l'ombrellone, né gli ultimi bestseller destinati a scomparire con la stessa rapidità con cui sono arrivati in libreria. [...]

Pastori erranti nella complessità: Il nostro tempo senza sentieri.

Viviamo in una complessità crescente. Siamo viaggiatori senza mappe certe, in cammino attraverso paesaggi mutevoli e provvisori.

Silvia Fuso / Insegnante - 11 July 2026

In questo nostro tempo sociale dove l’incertezza risulta essere l’unica certezza non possiamo più essere dei viaggiatori sicuri. Sembriamo, riprendendo un’immagine di Leopardi, dei “Pastori Erranti” in una complessità crescente e pervasiva. Ebbene sì: quel pastore che vagava nel silenzio notturno della campagna, solo col suo gregge, rivolgendosi alla luna con domande schiette e radicali, oggi ci assomiglia più di quanto immaginiamo. Anche noi vaghiamo come atomi soli in un immenso villaggio virtuale costellato da follower, notifiche, spoiler, ritardi, scadenze [...]

Giovani, tecnologia ed esperienza estetica: un attraversamento necessario.

L'arte, soprattutto quella contemporanea, rappresenta uno strumento fondamentale per aiutare i giovani a vivere la tecnologia con maggiore consapevolezza, favorendo relazioni autentiche, pensiero critico e una più profonda conoscenza di sé.

Elisabetta Lenti - 8 July 2026

Oggi i giovani vivono immersi in un flusso continuo di immagini, notifiche, contenuti digitali che scorrono veloci e si sovrappongono senza lasciare il tempo di essere davvero vissuti. La tecnologia, che durante la pandemia ha rappresentato un ponte indi¬spensabile per restare connessi, è diventata un ambiente quotidiano, un territorio che i ragazzi attraversano con naturalezza ma non sempre con consapevolezza. Essere collegati, però, non significa essere in relazione: la connessione digitale non garantisce automaticamente un’esperienza autentica, né un contatto profondo [...]

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