October 2026
Attraversamenti Critici della contemporaneità 2
Forum di discussioneIl secondo numero di Transiti affronta una delle esperienze che più profondamente segnano la storia della nostra specie: il lavoro. Non un oggetto unitario, ma una realtà plurale e in radicale trasformazione. Il lavoro come necessità e come possibilità di emancipazione, come diritto e come vincolo, come costruzione dell’identità e come condizione di precarietà; il lavoro che cambia sotto la spinta delle tecnologie, dell’intelligenza artificiale e delle nuove forme organizzative, mentre mutano il suo valore sociale, il tempo che gli dedichiamo e le aspettative che in esso riponiamo.
Ventuno autori, sociologi, filosofi, scrittori, psicologi, pedagogisti, economisti, storici, giornalisti e giuristi, attraversano queste diverse dimensioni senza cercare una definizione conclusiva. Ne emerge piuttosto un interrogativo comune: che cosa significa lavorare oggi e quale posto vogliamo che il lavoro occupi nelle nostre vite?
I contributi raccolti non compongono dunque un repertorio sul lavoro, ma una pluralità di sguardi che ne interrogano contraddizioni e trasformazioni. Perché parlare del lavoro significa inevitabilmente parlare anche del suo contrario e del suo limite: del tempo, della libertà e delle forme di vita che una società rende possibili.
Ed è forse proprio da qui che occorre ripartire: non soltanto da come il lavoro sta cambiando, ma da come, attraverso il lavoro, stiamo cambiando noi.
Argomenti
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Il lavoro, che non c’è
L'intelligenza artificiale e l'automazione, ridimensionando il ruolo centrale del lavoro, impongono di inventare nuove forme di identità, cittadinanza ed emancipazione umana.Sguardi / Guido Croci - Sociologo
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Sapiens, l’animale che lavora
Il lavoro non è una realtà immutabile, ma una costruzione storica che ha progressivamente organizzato il rapporto tra necessità, identità e libertà.Sguardi / Sergio D'angelo - Sociologo
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Il futuro è una terra precaria. Interpretazioni del lavoro in due romanzi dell’estremo contemporaneo
Nei romanzi dell'estremo contemporaneo, la precarietà del lavoro non si limita alla sfera contrattuale, ma erode l'identità, i desideri e la stessa capacità di progettare il proprio futuro.Sguardi / Annachiara Biancardino - Direttrice di Les Flâneurs Edizioni
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Il pensiero liberista e la transizione economica. Spunti di riflessione per nuove politiche di sviluppo
La crisi del neoliberismo richiede un ritorno all'intervento pubblico per superare disuguaglianze e precarietà.Sguardi / Michele Capriati - Professore universitario
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Funzionare o esistere? Il lavoro di distruzione e trasformazione creativa e la necessità di assumere una nuova postura esistenziale.
Alienazione, great resignation e quiet quitting, il lavoro diventa il terreno su cui si misura la tensione tra “funzionare” ed esistere.Sguardi / Severo Cardone - Dottore di ricerca e pedagogista
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I dirigenti: lavoratori senza tempo.
Autonomia e privilegio nascondono un paradosso: per i dirigenti il tempo di lavoro tende a non avere confini.Sguardi / Vito Carnimeo - Direttore del personale, Docente ed Amministratore Delegato
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La fatica dell’integrazione socio-lavorativa dei migranti in Emilia Romagna. Raccogliere narrazioni per migliorare la conoscenza del fenomeno
Il lavoro è uno dei principali veicoli d’integrazione dei migranti, ma da solo non basta.Sguardi / Francesca Dallatana - Phd, Sociologa e Giornalista
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Abitare le transizioni del lavoro contemporaneo. Tra vulnerabilità e nuovi alfabeti organizzativi
Il lavoro contemporaneo attraversa transizioni che investono organizzazioni e biografie, generando insieme possibilità e nuove vulnerabilità.Sguardi / Daniela Dato - Professoressa ordinaria
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Byung-Chul Han e la liberazione del Titano
Nel lavoro contemporaneo il comando non viene più soltanto dall’esterno: il soggetto della prestazione diventa artefice del proprio sfruttamento.Sguardi / Gianni De Iuliis - Docente di Filosofia e Storia
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Prima le donne. La liturgia dell’imbroglio e la messinscena della promessa sempiterna
Le donne continuano a lavorare meno, guadagnare meno e subire maggiormente precarietà e part-time involontario.Sguardi / Massimo Corrado Di Florio - Avvocato cassazionista
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Il lavoro e la sua tutela
Il lavoro è profondamente cambiato e le tutele costruite nella società industriale non bastano piùSguardi / Maurizio Di Palma - Avvocato
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La Corea del Sud al contrattacco del lavoro. La critica del tardo capitalismo nelle produzioni culturali dell’Hallyu
Cinema, serie televisive e letteratura sudcoreane trasformano il lavoro in uno specchio critico del tardo capitalismo.Sguardi / Maria Grazia Filisio - Funzionaria Arpal Puglia
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Transizione ecologica, industria e lavoro: alcune riflessioni sociologiche
La transizione ecologica non è soltanto una trasformazione tecnologica, ma un processo sociale che investe lavoro, territori e disuguaglianze.Sguardi / Lidia Greco - Sociologa
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Il lavoro non è sfruttamento subito, ma dedizione volontaria che diventa ossessione e misura del proprio valore
Il lavoro non è sfruttamento subito, ma dedizione volontaria che diventa ossessione e misura del proprio valoreSguardi / Federica Introna - Scrittrice e filologa classica
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Uno sciopero a rovescio per il futuro?
Gli “scioperi a rovescio” del secondo dopoguerra raccontano un lavoro sottratto alla passività della disoccupazione e organizzato dal basso per rispondere ai bisogni collettivi.Sguardi / Sergio Lidano - Operatore socio culturale
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I would prefer not do. Bartleby lo scrivano, così vicino così lontano
l celebre preferirei di no di Bartleby non è soltanto un rifiuto del lavoroSguardi / Cinzio Lombardi - Musicista professionista
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Il lavoro prima del lavoro. L’università come ecosistema di costruzione del significato del lavoro
Il rapporto con il lavoro comincia prima dell’ingresso nel mondo professionale.Sguardi / Amelia Manuti - Professoressa ordinaria
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Oltrecomunismo. La fine del lavoro secondo Mark Fisher dieci anni dopo
Liberarsi dal lavoro significa, per Mark Fisher, innanzitutto tornare a immaginare ciò che il “realismo capitalista” ha reso impensabile.Sguardi / Antonio Notarpietro - Insegnante di Storia e Filosofia
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Sviluppo tecnologico e Stato di diritto. Economia della conoscenza e fine del lavoro
La rivoluzione digitale e l’economia della conoscenza stanno trasformando il lavoro.Sguardi / Giorgio Pica - Giurista
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Il bisogno non contratta. Il lavoro nel passaggio dallo sfruttamento visibile alle nuove forme del ricatto
Dai braccianti nei campi ai rider, dai magazzini ai luoghi del turismo, lo sfruttamento cambia forme e diventa spesso meno visibile.Sguardi / Antonio Procacci - Giornalista professionista
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Vissi d’arte
Essere artista significa anche lavorare, ma il lavoro creativo continua a faticare per ottenere pieno riconoscimento economico e socialeSguardi / Francesco Tammacco - Attore, regista, scrittore, formatore.