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Forse ai nostri giorni l'obiettivo non è quello di scoprire che cosa siamo, ma di rifiutare quello che siamo. Dobbiamo immaginare e costruire quello che potremmo essere.
Michel Foucault, Poteri e strategie
Se non dovessi tornare, sappiate che non sono mai partito. Il mio viaggiare È stato tutto un restare Qua, dove non fui mai.
Giorgio Caproni, Il franco cacciatore
Mission

Il blog della rivista Transiti nasce qui: in questo spazio di passaggio. Non come luogo di sosta definitiva, ma come soglia. Uno spazio aperto in cui fermare gli sguardi, rallentare il pensiero, provare a dare forma alle domande che attraversano la società, la letteratura, il cinema.

Se la rivista in versione cartacea, con uscite quadrimestrali, pubblicata da Les Flâneurs Edizioni, si prende il tempo dell’approfondimento, della costruzione argomentata, della riflessione distesa, il blog ne sarà il laboratorio dinamico: un luogo di interventi brevi, recensioni, note critiche, dialoghi, anticipazioni. Uno spazio in cui le idee possono nascere, misurarsi, talvolta anche contraddirsi.

Transiti non è solo un titolo, è una condizione. Sono le trasformazioni del lavoro e delle identità, le migrazioni culturali, i mutamenti del linguaggio. Transiti sono le opere letterarie che rileggono il passato per interrogare il futuro.  Sono le immagini cinematografiche che raccontano le fratture e le possibilità del nostro tempo.

In un’epoca dominata da polarizzazioni e slogan, crediamo ancora nel valore dell’argomentazione, nel dubbio come metodo, nella critica come forma di responsabilità. Non per costruire élite culturali, ma per alimentare una comunità di lettori esigenti e consapevoli.

Questo blog non offrirà risposte definitive. Proverà piuttosto a formulare domande migliori. Perché attraversare il presente non significa subirlo, significa comprenderne le tensioni, riconoscerne i conflitti, immaginarne gli sviluppi.

Benvenuti in questo spazio di passaggio. Benvenuti nei Transiti del nostro tempo.

La Corea del Sud al contrattacco del lavoro. La critica del tardo capitalismo nelle produzioni culturali dell’Hallyu

20 September 2026 - Società

ABSTRACT

Cinema, serie televisive e letteratura sudcoreane trasformano il lavoro in uno specchio critico del tardo capitalismo.

Cinema, serie televisive e letteratura sudcoreane trasformano il lavoro in uno specchio critico del tardo capitalismo. Precarietà, culto della performance e difficoltà di conciliare vita e professione raccontano un disagio tutt’altro che esotico, mentre relazioni e autorealizzazione diventano possibili forme di resistenza.

Se si vuole continuare la lettura dell'articolo abbonarsi o acquistare la rivista cartacea Transiti presso Les Flaneurs Edizioni

Tags: Cultura Coreana, Hallyu, Lavoro E Autonomia, Precariato Sociale, Tardo Capitalismo

Maria Grazia Filisio

Funzionaria Arpal Puglia - numero di articoli pubblicati : 1

Maria Grazia Filisio

Funzionaria Arpal Puglia. Da anni si dedica allo studio della sociologia dei media e dei consumi. Presidente del Circolo “Dino Risi”.

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