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Settembre, il mese sospeso tra nostalgia dorata e nuovi inizi
Quote from silvia.fuso on 10 September 2026, 9:38
Il mese che segna il ritorno alla routine quotidiana mentre l’estate sfuma verso l’equinozio.
Fischi di treni in partenza, voli sold out e valigie strapiene: settembre è il mese dalle molteplici direzioni. Binari paralleli che si rincorrono: fuga e rientro, nuovi inizi e ripartenze.
C’è chi ritorna dalla vacanza, forse ancora poco pronto a riagganciare la routine, e chi invece parte proprio ora in vacanza un po' per scelta o perché ha passato un’estate a garantire servizi, turni e aperture. Settembre è uno dei mesi più suggestivi e strani dell’anno con le sue innumerevoli sfaccettature. È quel tempo sospeso che Giovanni Pascoli definirebbe “l’ora che non ha più nome”.
E mentre il calendario si avvia verso l’equinozio di autunno, l’estate sfuma con una dolce luce dorata e la quiete dei paesaggi silenziosi dipinti da Monet e Hopper. In questo scenario di ripresa, ci accompagna quella che Umberto Saba chiamava “tristezza buona”: una leggera malinconia che ci solletica e ci coccola con tutti quei momenti gioiosi e frizzanti, liberatori e vivi di un’estate ormai vicina all’orizzonte.
Le grandi città ritornano a popolarsi, le tendine degli uffici si rialzano e le scuole riaprono. Forse è proprio la ripresa della vita scolastica il segnale più diretto della ripartenza: docenti alle prese con registri, consigli e progetti e famiglie che risintonizzano le proprie giornate tra sveglie, orari e impegni. Tuttavia, settembre non è solo lacrime, abbracci e saluti sospesi: si scorge anche la felicità di chi salpa con la voglia matta di staccare la spina per ritrovare sé stessi e recuperare le energie.
Per questa sua multiforme identità, settembre ha popolato la letteratura, l’arte, la musica.
In molti hanno parlato di questo mese come un crocevia di emozioni, c’è chi ne ha intonato la dolce-amara nostalgia e chi lo ha definito un vero e proprio “capodanno dell'anima”.
In fondo, settembre non ci chiede bilanci affrettati, piuttosto ci invita ad abitare la transizione e a goderci questo momento di sospensione.
Un po’ come succede nei campi, dove il profumo di vendemmia si porta dietro i frutti estivi, così dovremmo fare noi: condire l’incalzante ripresa dei ruoli e dei compiti sociali dell’aromatico ricordo di salsedine, incontri e pensieri estivi. Tra queste innumerevoli sensazioni, settembre ci insegna che ogni transizione è un luogo fertile da abitare e una nuova pagina da scrivere.

Il mese che segna il ritorno alla routine quotidiana mentre l’estate sfuma verso l’equinozio.
Fischi di treni in partenza, voli sold out e valigie strapiene: settembre è il mese dalle molteplici direzioni. Binari paralleli che si rincorrono: fuga e rientro, nuovi inizi e ripartenze.
C’è chi ritorna dalla vacanza, forse ancora poco pronto a riagganciare la routine, e chi invece parte proprio ora in vacanza un po' per scelta o perché ha passato un’estate a garantire servizi, turni e aperture. Settembre è uno dei mesi più suggestivi e strani dell’anno con le sue innumerevoli sfaccettature. È quel tempo sospeso che Giovanni Pascoli definirebbe “l’ora che non ha più nome”.
E mentre il calendario si avvia verso l’equinozio di autunno, l’estate sfuma con una dolce luce dorata e la quiete dei paesaggi silenziosi dipinti da Monet e Hopper. In questo scenario di ripresa, ci accompagna quella che Umberto Saba chiamava “tristezza buona”: una leggera malinconia che ci solletica e ci coccola con tutti quei momenti gioiosi e frizzanti, liberatori e vivi di un’estate ormai vicina all’orizzonte.
Le grandi città ritornano a popolarsi, le tendine degli uffici si rialzano e le scuole riaprono. Forse è proprio la ripresa della vita scolastica il segnale più diretto della ripartenza: docenti alle prese con registri, consigli e progetti e famiglie che risintonizzano le proprie giornate tra sveglie, orari e impegni. Tuttavia, settembre non è solo lacrime, abbracci e saluti sospesi: si scorge anche la felicità di chi salpa con la voglia matta di staccare la spina per ritrovare sé stessi e recuperare le energie.
Per questa sua multiforme identità, settembre ha popolato la letteratura, l’arte, la musica.
In molti hanno parlato di questo mese come un crocevia di emozioni, c’è chi ne ha intonato la dolce-amara nostalgia e chi lo ha definito un vero e proprio “capodanno dell'anima”.
In fondo, settembre non ci chiede bilanci affrettati, piuttosto ci invita ad abitare la transizione e a goderci questo momento di sospensione.
Un po’ come succede nei campi, dove il profumo di vendemmia si porta dietro i frutti estivi, così dovremmo fare noi: condire l’incalzante ripresa dei ruoli e dei compiti sociali dell’aromatico ricordo di salsedine, incontri e pensieri estivi. Tra queste innumerevoli sensazioni, settembre ci insegna che ogni transizione è un luogo fertile da abitare e una nuova pagina da scrivere.