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Se non dovessi tornare, sappiate che non sono mai partito. Il mio viaggiare È stato tutto un restare Qua, dove non fui mai.
Giorgio Caproni, Il franco cacciatore
Forse ai nostri giorni l'obiettivo non è quello di scoprire che cosa siamo, ma di rifiutare quello che siamo. Dobbiamo immaginare e costruire quello che potremmo essere.
Michel Foucault, Poteri e strategie
Mission

Il blog della rivista Transiti nasce qui: in questo spazio di passaggio. Non come luogo di sosta definitiva, ma come soglia. Uno spazio aperto in cui fermare gli sguardi, rallentare il pensiero, provare a dare forma alle domande che attraversano la società, la letteratura, il cinema.

Se la rivista in versione cartacea, con uscite quadrimestrali, pubblicata da Les Flâneurs Edizioni, si prende il tempo dell’approfondimento, della costruzione argomentata, della riflessione distesa, il blog ne sarà il laboratorio dinamico: un luogo di interventi brevi, recensioni, note critiche, dialoghi, anticipazioni. Uno spazio in cui le idee possono nascere, misurarsi, talvolta anche contraddirsi.

Transiti non è solo un titolo, è una condizione. Sono le trasformazioni del lavoro e delle identità, le migrazioni culturali, i mutamenti del linguaggio. Transiti sono le opere letterarie che rileggono il passato per interrogare il futuro.  Sono le immagini cinematografiche che raccontano le fratture e le possibilità del nostro tempo.

In un’epoca dominata da polarizzazioni e slogan, crediamo ancora nel valore dell’argomentazione, nel dubbio come metodo, nella critica come forma di responsabilità. Non per costruire élite culturali, ma per alimentare una comunità di lettori esigenti e consapevoli.

Questo blog non offrirà risposte definitive. Proverà piuttosto a formulare domande migliori. Perché attraversare il presente non significa subirlo, significa comprenderne le tensioni, riconoscerne i conflitti, immaginarne gli sviluppi.

Benvenuti in questo spazio di passaggio. Benvenuti nei Transiti del nostro tempo.

La bellezza e gli oppressi

3 March 2026 - Società

Albert Camus aveva ventidue anni (1935) quando scrisse una serie di brevi saggi in forma di racconto, raccolti nel volumetto Il Rovescio e il Diritto, pubblicato in Italia da Bompiani. Titolo che abbiamo voluto dare a questa minuscola rubrica.

Camus sostiene nei suoi scritti che nel mondo c’è la bellezza e ci sono gli oppressi e, dice, “io vorrei essere fedele a entrambi”. Difficile allora, e lo è ancora oggi. Le guerre di oppressione che si combattono ai bordi del nostro declinante Continente, le diseguaglianze estreme che crescono dopo l’ingenua illusione del benessere per tutti e le risorse del pianeta ormai esauste lascerebbero presagire un destino ineluttabile, iscritto nel nome stesso del nostro mondo; l’Occidente (ciò che sta cadendo). Per provare a trattenere l’inevitabile forse occorrerebbe un atto collettivo di disobbedienza che ci permetta di ritrovare la bellezza e rendere giustizia agli oppressi: per “essere fedele a entrambi”.

Sergio D'Angelo

Sociologo - numero di articoli pubblicati : 25

Sergio D'Angelo

Sociologo, collabora con le università di Bari, Foggia e Cagliari. Svolge attività didattica e di ricerca. Tra le sue ultime pubblicazioni: Sguardi. L’attualità in questione, Edizioni Giuseppe Laterza, 2025, Percorsi di vita e orientamento al futuro. Ricerca-intervento nelle scuole superiori, in Pedagogia in azione, Edizioni Ares, 2026. Inciampi. Poesie, Edizioni Giuseppe Laterza, 2024.

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