L’uomo plurale
ABSTRACT
Tra suono, tecnica e percezione, l’uomo si espande oltre se stesso. Ma è solo nella relazione, e non nell’individuo isolato, che la realtà può davvero mutare.
La scoperta casuale di uno strumento musicale elettronico inusuale da parte dell’ingegnere sovietico Lev Termen lo induce a ritenere che l’individuo possa dominare le macchine anziché esserne dominato. L’uomo amplificandosi tramite il suono che produce, amplifica anche i propri sensi e se più individui sono soggetti a questa dinamica, se cioè una comunità è in grado di fare queste esperienze, allora è assai probabile che la realtà cambi. Ma il concetto di individuo nega ogni divisione interna, quindi ogni articolazione. Una comunità costituita da individui che pure hanno amplificato i sensi, resta un’aggregazione che non lascia tracce negli altri. L’uomo deve essere inteso invece come un soggetto, un sub jectum che sta sotto e che assorbe come una spugna le tracce dei dialoghi con gli altri. In altre parole l’uomo è plurale non è individuo. Solo in questo senso la realtà può cambiare anche con l’aiuto di strumenti elettronici.