Skip to main content
Forse ai nostri giorni l'obiettivo non è quello di scoprire che cosa siamo, ma di rifiutare quello che siamo. Dobbiamo immaginare e costruire quello che potremmo essere.
Michel Foucault, Poteri e strategie
Se non dovessi tornare, sappiate che non sono mai partito. Il mio viaggiare È stato tutto un restare Qua, dove non fui mai.
Giorgio Caproni, Il franco cacciatore
Mission

Il blog della rivista Transiti nasce qui: in questo spazio di passaggio. Non come luogo di sosta definitiva, ma come soglia. Uno spazio aperto in cui fermare gli sguardi, rallentare il pensiero, provare a dare forma alle domande che attraversano la società, la letteratura, il cinema.

Se la rivista in versione cartacea, con uscite quadrimestrali, pubblicata da Les Flâneurs Edizioni, si prende il tempo dell’approfondimento, della costruzione argomentata, della riflessione distesa, il blog ne sarà il laboratorio dinamico: un luogo di interventi brevi, recensioni, note critiche, dialoghi, anticipazioni. Uno spazio in cui le idee possono nascere, misurarsi, talvolta anche contraddirsi.

Transiti non è solo un titolo, è una condizione. Sono le trasformazioni del lavoro e delle identità, le migrazioni culturali, i mutamenti del linguaggio. Transiti sono le opere letterarie che rileggono il passato per interrogare il futuro.  Sono le immagini cinematografiche che raccontano le fratture e le possibilità del nostro tempo.

In un’epoca dominata da polarizzazioni e slogan, crediamo ancora nel valore dell’argomentazione, nel dubbio come metodo, nella critica come forma di responsabilità. Non per costruire élite culturali, ma per alimentare una comunità di lettori esigenti e consapevoli.

Questo blog non offrirà risposte definitive. Proverà piuttosto a formulare domande migliori. Perché attraversare il presente non significa subirlo, significa comprenderne le tensioni, riconoscerne i conflitti, immaginarne gli sviluppi.

Benvenuti in questo spazio di passaggio. Benvenuti nei Transiti del nostro tempo.

Passare il tempo o farlo passare?

2 March 2026 - Società

ABSTRACT

Nel gioco, e soprattutto nel rischio, si riflette una società in cerca di intensità. Tra attrazione e perdita, il gambling rivela qualcosa di profondo sul nostro tempo.

Il videogioco è storicamente il modo di giocare predominante delle società contemporanee. Difficile immaginare una vita senza un dispositivo collegato con la rete, ed il gioco è una sfera essenziale ed emozionale della vita, non solo umana. Pensiamo che il fenomeno del videogiocare sia globale pur differenziato e disomogeneo per aree,  per livello di reddito e per livello tecnologico raggiunto. È il gaming globale, o Igaming con piattaforme e sistemi informatici ideate per qualsiasi soluzione di gioco.

Il gioco d’azzardo, inteso come scommessa in denaro, fa parte di questo universo, e ce ne occupiamo brevemente in questo saggio. Passare il tempo o farlo passare e’ uno dei problemi delle società avanzate e le forme d’intrattenimento, i giochi più svariati, rappresentano o potrebbero essere la soluzione. Possiamo affermare che tra le forme d’intrattenimento piacevoli,, perfino eccitanti, il giocare scommettendo soldi sia tra le più attraenti.

In Italia più del 60% della popolazione gioca d’azzardo, tra questi la metà hanno meno di 30 anni e scommettono on line. Da qui l’allarme sui rischi derivanti che potrebbero generare dipendenze forti fino al patologico grave inteso come distruzione di qualità umane e sociali.

L’analisi economica su chi ci guadagna e chi ci perde viene dopo, quello che a noi preme dire è che attraverso l’osservazione del gaming moderno ivi incluso il gambling  ed altri giochi che presentano rischio noi possiamo analizzare nel profondo il nostro essere sociale, il nostro stato di Salute generale e, soprattutto anticipare il movimento o i movimenti che la Società compie in un determinato periodo storico.

Se si vuole continuare la lettura dell'articolo abbonarsi o acquistare la rivista cartacea Transiti presso Les Flaneurs Edizioni

Tags: Gaming, Giovani e scommesse, Intrattenimento digitale, Rischio e tecnologia, Videogiochi

Sergio Lidano

Operatore socio culturale - numero di articoli pubblicati : 1

Sergio Lidano

Dopo un passato da operaio in fabbrica, si laurea in Sociologia del lavoro e, per molti anni svolge l’attività di insegnante. Si occupa attivamente di tematiche sociali e di inclusione.

Potrebbero interessarti anche

Ultimo numero transiti