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Forse ai nostri giorni l'obiettivo non è quello di scoprire che cosa siamo, ma di rifiutare quello che siamo. Dobbiamo immaginare e costruire quello che potremmo essere.
Michel Foucault, Poteri e strategie
Se non dovessi tornare, sappiate che non sono mai partito. Il mio viaggiare È stato tutto un restare Qua, dove non fui mai.
Giorgio Caproni, Il franco cacciatore
Mission

Il blog della rivista Transiti nasce qui: in questo spazio di passaggio. Non come luogo di sosta definitiva, ma come soglia. Uno spazio aperto in cui fermare gli sguardi, rallentare il pensiero, provare a dare forma alle domande che attraversano la società, la letteratura, il cinema.

Se la rivista in versione cartacea, con uscite quadrimestrali, pubblicata da Les Flâneurs Edizioni, si prende il tempo dell’approfondimento, della costruzione argomentata, della riflessione distesa, il blog ne sarà il laboratorio dinamico: un luogo di interventi brevi, recensioni, note critiche, dialoghi, anticipazioni. Uno spazio in cui le idee possono nascere, misurarsi, talvolta anche contraddirsi.

Transiti non è solo un titolo, è una condizione. Sono le trasformazioni del lavoro e delle identità, le migrazioni culturali, i mutamenti del linguaggio. Transiti sono le opere letterarie che rileggono il passato per interrogare il futuro.  Sono le immagini cinematografiche che raccontano le fratture e le possibilità del nostro tempo.

In un’epoca dominata da polarizzazioni e slogan, crediamo ancora nel valore dell’argomentazione, nel dubbio come metodo, nella critica come forma di responsabilità. Non per costruire élite culturali, ma per alimentare una comunità di lettori esigenti e consapevoli.

Questo blog non offrirà risposte definitive. Proverà piuttosto a formulare domande migliori. Perché attraversare il presente non significa subirlo, significa comprenderne le tensioni, riconoscerne i conflitti, immaginarne gli sviluppi.

Benvenuti in questo spazio di passaggio. Benvenuti nei Transiti del nostro tempo.

Neoliberalismo e nazionalismo autoritario: un matrimonio inatteso

21 March 2026 - Società

Neoliberalismo e nazionalismo autoritario: fenomeni non più contrapposti

Nel passaggio storico che stiamo attraversando, neoliberalismo, nazionalismo e nuove forme di autoritarismo non appaiono più come fenomeni tra loro contrapposti. Al contrario, tendono sempre più spesso a intrecciarsi, dando luogo a configurazioni politiche ibride che ridefiniscono il rapporto tra economia, società e potere. Il neoliberalismo, affermatosi a partire dagli anni Ottanta, ha progressivamente esteso la logica del mercato a tutti gli ambiti della vita sociale. L’individuo come capitale umano, la competizione come norma, la responsabilità come attributo esclusivamente personale. In questo quadro, le disuguaglianze non scompaiono, ma vengono rilette come esiti differenziati di percorsi individuali. Tuttavia, proprio questa trasformazione ha prodotto una crescente instabilità sociale. La precarietà diffusa, l’erosione delle protezioni collettive e la frammentazione dei legami sociali hanno generato un diffuso sentimento di insicurezza.

È su questo terreno che il nazionalismo contemporaneo trova spazio: non come semplice ritorno del passato, ma come risposta simbolica a una condizione prodotta dalla modernità neoliberale. Il nazionalismo offre ciò che il mercato non può garantire: appartenenza, riconoscimento, protezione. Trasforma l’insicurezza economica in domanda di identità, spostando il conflitto dal piano sociale a quello culturale. In questo slittamento, le cause strutturali della disuguaglianza tendono a scomparire dal discorso pubblico, sostituite da narrazioni che individuano altrove – nei migranti, nelle élite globali, nelle minoranze – le origini del disagio.  È in questo punto che si inseriscono le derive autoritarie. La promessa di protezione si accompagna sempre più spesso a una concentrazione del potere politico, a una semplificazione del conflitto democratico . Si delinea così una configurazione paradossale: un’economia che resta largamente neoliberale e una politica che assume tratti sempre più identitari e autoritari. Non una rottura, dunque, ma una riconfigurazione. Il neoliberalismo, lungi dall’essere superato, sembra trovare in queste forme politiche una modalità di adattamento alla propria crisi di legittimità.

Comprendere questa convergenza significa allora interrogarsi non solo sulle trasformazioni del capitalismo, ma sulle forme della convivenza futura. Perché è nel nesso tra economia, immaginario e potere che si gioca, oggi, la qualità della democrazia.

 

Sergio D'Angelo

Sociologo - numero di articoli pubblicati : 25

Sergio D'Angelo

Sociologo, collabora con le università di Bari, Foggia e Cagliari. Svolge attività didattica e di ricerca. Tra le sue ultime pubblicazioni: Sguardi. L’attualità in questione, Edizioni Giuseppe Laterza, 2025, Percorsi di vita e orientamento al futuro. Ricerca-intervento nelle scuole superiori, in Pedagogia in azione, Edizioni Ares, 2026. Inciampi. Poesie, Edizioni Giuseppe Laterza, 2024.

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